Ciclonegenesi esplosiva sul Nord Atlantico: in atto una “bomba meteorologica” da record [MAPPE]

Raggiungendo una pressione a livello del mare di 936hPa, questo ciclone sul Nord Atlantico mostra una struttura da manuale

Un ciclone molto profondo si sta muovendo sul Nord Atlantico e dovrebbe raggiungere il sud della Groenlandia nel corso della notte. Il ciclone ha subito una rapida intensificazione, raggiungendo una pressione a livello del mare di 936hPa. Da notare il gradiente barico incredibilmente forte, che sicuramente ha prodotto venti molto violenti, di oltre 150km/h!

Nella gallery a corredo dell’articolo troverete alcune impressionanti immagini satellitari del ciclone, che mostrano una struttura da manuale con mesovortici incorporati al centro. Il ciclone si è sviluppato nel pomeriggio del 19 febbraio, quando una depressione dal Canada orientale ha raggiunto l’Oceano Atlantico più caldo. Come già detto, da allora ha subito una rapida intensificazione ed è entrato nella cosiddetta fase di ciclogenesi esplosiva, chiamata anche “bombogenesis”, in cui un ciclone diventa più profondo di oltre 24hPa entro un periodo di 24 ore. Ebbene questo ciclone, che in virtù di questa evoluzione può anche essere chiamato “bomba meteorologica”, ha più che raddoppiato questo ritmo! Nella gallery troverete anche il grafico della boa oceanica nell’Atlantico nordoccidentale che è stata quasi direttamente colpita dal centro del ciclone. Il cambiamento di pressione è stato di un incredibile 51hPa in sole 19 ore: da 1.003hPa a 952hPa.

Altri dati interessanti su questo poderoso ciclone: quota della superficie di 500hPa 4.870 metri, mentre normalmente è di 5.500m; temperatura a questo livello di -45°C; quota superficie di 850hPa 840 metri, normalmente 1.500m.

Fortunatamente questo ciclone si mantiene lontano dalle terre emerse. La sua traiettoria futura lo porterà ancora sul Nord Atlantico e dovrebbe toccare terra in Groenlandia nel corso della notte. Lo spostamento verso le alte latitudini favorirà una perdita di vorticità ciclonica e quindi l’indebolimento del ciclone stesso.

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