Destino fatale – Pochi giorni fa i calciatori del Chapecoense festeggiavano l’arrivo in finale, non potevano immaginare che quell’aereo sarebbe precipitato [VIDEO]

La favola sportiva che si spezza nel peggiore dei modi: scivolando nella cronaca e aggiungendo un altro episodio alla gia’ lunga lista di sciagure aeree che hanno coinvolto atleti. Fino ad oggi, al di fuori dei confini brasiliani, il nome della squadra del Chapecoense era quasi sconosciuto; ora lo si ricordera’ piu’ per questa tragedia che per i meriti sportivi. Proprio quelli che avevano fatto si’ che la squadra si trovasse a bordo di quell’aereo: domani avrebbe giocato la gara d’andata della finale di Coppa Sudamericana, una sorta di Europa League continentale, in casa dei colombiani dell’Atletico Nacional. E pochi giorni fa, dopo aver vinto la semifinale, questi ragazzi festeggiavano così:

I calciatori della Chapecoense festeggiavano l’arrivo in finale, non potevano immaginare che l’aereo sarebbe precipitato [VIDEO]

Il club, nato nel 1973 a Chapeco’ (Stato di Santa Catarina) dalla fusione tra Atletico Chapecoense e Independente, cinque anni dopo approdo’ nella Serie A brasiliana che, all’epoca, era diversamente strutturata da quell’attuale: vi rimase per due stagioni, poi lunghi anni di campionati minori, fino alla quarta Serie, nei quali le poche trasferte al di fuori dei confini regionali si organizzavano con le automobili degli stessi giocatori e dirigenti. Poi la veloce risalita della squadra del presidente oriundo italiano Sandro Pallaoro, che l’ha condotta dal 2014 nella massima serie e, quest’anno, per la prima volta anche in una Coppa internazionale, dov’e’ arrivata addirittura in finale eliminando nel turno precedente gli argentini del San Lorenzo, la squadra del cuore di papa Francesco. I colori sociali sono il bianco e il verde. Nell’attuale campionato brasiliano di Serie A, la squadra guidata dal tecnico Caio Junior e’ nona ad una giornata dalla conclusione. In bacheca ha solo trofei relativi a tornei statali.

A bordo dell’aereo che si è schiantato in Colombia viaggiavano i 22 calciatori della Chapecoense, 28 persone fra dirigenti, membri del corpo tecnico e invitati speciali della squadra brasiliana, nonché 22 giornalisti e nove membri dell’equipaggio. Lo riferisce l’ente colombiano dell’aviazione civile, Aerocivil. Complessivamente dunque a bordo c’erano 81 persone, di cui 72 passeggeri e nove membri dell’equipaggio. La squadra brasiliana Chapecoense era diretta a Medellin perché domani avrebbe dovuto giocare contro l’Atletico Nacional per l’andata della finale della Copa Sudamericana. I giornalisti sul volo avrebbero dovuto seguire il match. La squadra era partita lunedì da San Paolo, in Brasile, alla volta di Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia. Qui si era imbarcata sull’aereo della compagnia boliviana di voli charter Lamia per raggiungere Medellin, in Colombia appunto. Il velivolo, però, non è mai arrivato a destinazione. Le cause dell’incidente sono ancora da accertare, ma l’aeroporto di Medellin ha riferito che l’aereo “è stato dichiarato in emergenza” alle 22 ora locale (le 4 di stanotte in Italia) “per guasti elettrici, secondo quanto l’aviazione civile ha riferito alla torre di controllo“.

Ci sono tre calciatori del Chapecoense fra i sopravvissuti al disastro aereo avvenuto nella notte in Colombia. Si tratta dei portieri Marcos Danilo Padilha e Jackson Follmann e dell’esterno Alan RuschelRuschel e Danilo, fra i primi ad arrivare all’Hospital de la Ceja, viaggiavano fianco a fianco sull’aereo poi precipitato, come svelato da una foto da loro pubblicata su instagram prima dello schianto (vedi immagini a corredo dell’articolo). Stando a quanto riportano i media colombiani, il 31enne Danilo ha chiesto subito a chi lo ha soccorso di mettersi in contatto con la sua famiglia in Brasile. Il 27enne Ruschel è invece giunto in ospedale in stato di shock con fratture multiple e ferite alla testa. Il terzo giocatore sopravvissuto, il 24enne Follmann, è stato trasportato in un altro ospedale per la gravità delle ferite riportate. Il bilancio complessivo della tragedia è di 76 morti. Fra i 5 superstiti, oltre ai tre giocatori, c’è anche il giornalista sportivo Rafael Henzel, residente a Chapecò e al seguito della squadra brasiliana: è arrivato in ospedale con un trauma al torace e una frattura alla gamba sinistra. Prima di partire per Medellin, Henzel aveva pubblicato su Instragram un suo selfie con alle spalle l’aereo poi precipitato.