Eruzione Vulcano Guatemala – Nuovi flussi piroclastici, aumentano le vittime: oltre 300 morti e dispersi [GALLERY]

Nella notte italiana, ulteriori flussi piroclastici sono venuti giù dal vulcano de Fuego in Guatemala, costringendo a nuove evacuazioni mentre il bilancio delle vittime continua a salire

Prosegue l’emergenza in Guatemala. L’Istituto di sismologia, vulcanologia, meteorologia e idrologia (Insivumeh) ha emesso un bollettino in cui ha spiegato che alle 21:40 (ora locale) della serata di ieri ulteriori flussi piroclastici sono venuti giù dal vulcano de Fuego. Questi nuovi flussi andranno a produrre una colonna di cenere che raggiungerà almeno i 6 km sopra il livello del mare e che si diffonderà verso ovest e sud-ovest secondo la direzione del vento.

I flussi piroclastici trasportano gas e materiale incandescente ed ecco perché l’Insivumeh raccomanda di evitare le zone in prossimità delle gole del vulcano. Infatti, poiché sono piene di materiale vulcanico, è possibile che i flussi raggiungano distanze maggiori rispetto a quanto si possa prevedere. L’Istituto fa notare, inoltre, che eventi di questo tipo potrebbero continuare a ripresentarsi nel corso delle ore e dei giorni attraverso una qualsiasi delle gole principali.

Per questi motivi, sono state necessarie nuove evacuazioni nelle aree vicine.

L’Istituto raccomanda alla Conred (Agenzia Nazionale per la Riduzione dei disastri) di innalzare lo stato di allerta, soprattutto nell’area delle comunità sul lato sudoccidentale del vulcano. Raccomandazioni dall’Istituto arrivano anche alla Direzione Generale dell’Aeronautica Civile a causa delle presenza di cenere nell’aria.

Intanto, la potente eruzione del 3 giugno, che ha sepolto intere comunità sotto valanghe di cenere incandescente e fango, ha lasciato un totale di 109 morti accertati e quasi 200 dispersi. Le immagini che vi proponiamo nella gallery a corredo dell’articolo mostrano la distruzione generata dall’eruzione, che ha spazzato via qualunque cosa fosse presente sul cammino dei potentissimi Lahar.