Eruzione Guatemala: milioni di tonnellate di detriti alimentano i Lahar. Preoccupa sempre di più il vulcano Pacaya [GALLERY]

L'ultimo Lahar che scende dal vulcano de Fuego ha circa 25 metri di ampiezza e 2 di altezza, mentre due sono stati quelli che hanno caratterizzato la giornata di ieri

Al momento, il pericolo più grande in Guatemala è rappresentato dalla discesa di Lahar, potenti valanghe di cenere incandescente, fango e detriti che si muovono a velocità elevatissime e con una potenza tale da sradicare alberi e trasportare qualunque cosa si frapponga sul loro cammino.

L’osservatorio del vulcano de Fuego ha riportato che all’1:10 (ora locale) di oggi, un Lahar di circa 25 metri di ampiezza e 2 di altezza stava scendendo lungo il vulcano, provocando forti vibrazioni al suo passaggio. Il materiale è fine e pastoso e sta trasportando blocchi di roccia di 1-3 metri di diametro, tronchi e rami di alberi. A causa dell’ultima eruzione, il materiale è ancora incandescente ed emana vapori e odore di zolfo.

L’Istituto Nazionale di sismologia, vulcanologia, meteorologia e idrologia (Insivumeh) ha informato che le esplosioni del vulcano sono cariche di cenere, che potrebbe ricadere sulle comunità vicine. Inoltre, avverte della possibilità di flussi piroclastici e Lahar nelle prossime ore o giorni, questi ultimi soprattutto a causa della pioggia nell’area vulcanica. “Ci sono milioni di tonnellate di detriti che continueranno a creare il problema di Lahar e flussi di fango”. La Conred (Agenzia Nazionale per la Riduzione dei disastri) ha confermato lo stato di allerta rossa per 3 dipartimenti.

Nella giornata di ieri sono stati due i Lahar a scendere lungo le pendici del vulcano che, nel frattempo, emetteva colonne di gas e cenere fino a 5 km sopra il livello del mare, in una nuova tappa dell’attività che potrebbe scagliare materiale sulle comunità vicine.

Con le piogge nella cosiddetta zona zero (quella più colpita dall’eruzione del 3 giugno), i soccorritori non sono riusciti a raggiungere l’area per il disappunto dei residenti, che hanno preferito mettersi all’opera in prima persona per condurre le ricerche delle vittime.

Intanto dopo varie ore di ricerca, è stato ritrovato il corpo dell’agente di polizia trascinato via dall’improvvisa piena di un fiume. L’agente, Chutan Enríquez, 45 anni e 16 di servizio, era a bordo di un’unità con altri due colleghi e altri tre residenti, impegnato in un’operazione per portare aiuto alle vittime dell’eruzione.

Gli esperti assicurano che il vulcano è in grado di recuperare tutta la sua energia in un istante, motivo per il quale non si può determinare la portata di un’eruzione, se dovesse nuovamente verificarsi. Andy Lockhart, vulcanologo statunitense con esperienza alle Hawaii e dei vulcani centroamericani, si ricercherà in Guatemala per collaborare all’analisi del vulcano de Fuego.

Come se non fosse già tutto molto incerto e pericoloso, l’Insivumeh ha emesso un’allerta per l’attività del vulcano Pacaya che è aumentata negli ultimi mesi, come dimostrato dalla presenza di lava, esplosioni di tipo stromboliano ad altezze maggiori e rombi più prolungati e udibili a maggiori distanze. Le esplosioni raggiungono i 150 metri sopra il cratere e si sentono fino a 10 km di distanza. I residenti hanno sentito vibrare i tetti delle case, mentre l’Insivumeh non esclude un ulteriore aumento dell’attività.