La festa di San Calogero a Naro

Naro, paesino in provincia di Agrigento, si prepara a festeggiare il Patrono: San Calogero.

Origini del culto di San Calogero a Naro

La proclamazione di San Calogero a Patrono di Naro risale al 1626, anno in cui il Santo ottenne per la città la Grazia di Dio di porre fine al flagello della peste.

La cittadina lega il nome del Santo a quello di Suor Serafina Pulcella Lucchesi. La peste era entrata a Palermo nel giugno 1624, la strage fu immensa e tutta l’Isola ne fu colpita.

San Calogero apparve a Suor Serafina, per dirle che Dio si compiaceva di porre fine al flagello. Il popolo di Naro, per questa apparizione, portò la Statua del Santo per le strade della città e la peste scomparve.

In un’altra occasione,Naro sperimentò il patrocinio di San Calogero. Fu nel 1693, durante il terribile terremoto che dal 9 all’11 Gennaio distrusse più di sessanta paesi, facendo sessantamila vittime.

Naro ne fu preservata e la popolazione vi riconobbe la protezione del suo grande Patrono. Ogni anno si ricorda questo evento con una processione l’11 gennaio.

I festeggiamenti

Una settimana di festeggiamenti riempiranno la cittadina di migliaia di persone provenienti da tutta la Sicilia e oltre.

I giorni salienti della festa saranno:

  • il 15 Giugno, giornata in cui la Statua del Santo viene portata dalla Cripta, in cui viene tenuta tutto l’anno, alla Chiesa; è la cosiddetta “Acchianata di San Calò”, momento di grande devozione ed emozione.
  • il 17 Giugno sera, la Vigilia, in cui è possibile assistere ad un bellissimo spettacolo pirotecnico e,
  • il 18 Giugno, giornata centrale della festa, in cui la Statua del Santo nero viene portata in processione dalla Chiesa di San Calogero alla Chiesa Madre, con la “straula”, un carro a cui sono legate due lunghe corde di circa 100 metri, usate dai fedeli per trainare l’amato Santo.

La processione è scandita dalle urla dei fedeli che trascinano la Statua al grido: “W Diu e San Calò”.

Due tradizioni sono legate alla festa:

  • la benedizione e distribuzione del pane votivo, che può avere forme diverse a seconda della Grazia ricevuta dalla persona che decide di farlo preparare.
  • i “viaggi scalzi” . Già a partire dal 18 Maggio, inizio del mese di festeggiamenti, centinaia di fedeli a piedi scalzi iniziano ad arrivare al Santuario, anche da fuori paese.

Le celebrazioni religiose saranno scandite, durante tutta la settimana, da una serie di momenti di intrattenimento. Ecco il programma ufficiale: