Freddo in Algeria, eccezionale nevicata sulla regione di Ain Sefra: la neve imbianca l’Atlante Sahariano [GALLERY]

Una eccezionale nevicata lo scorso lunedì ha imbiancato i rilievi dell'Atlante Sahariano e la regione di Ain Sefra: tutte le foto dall'Algeria

Vedere la neve alle porte del Sahara, il più grande deserto della Terra, è un evento molto raro, per non dire unico in alcune regioni. Proprio lo scorso lunedì 19 Dicembre 2016 una rarissima nevicata ha interessato la regione algerina della città di Ain Sefra, sui rilievi dell’Atlante Sahariano, che per l’occasione sono tornati a tingersi di bianco, fino a quote relativamente basse per la latitudine. Durante la tarda serata e la notte, fra lunedì 19 e martedì 20 Dicembre, qualche fiocco di neve è stato avvistato pure nei dintorni della stessa città di Ain Sefra (considerata anche come la “porta del Sahara”), ubicata a poco più di 1000 metri di altezza sopra il livello del mare, dove la minima è scesa fino a +1,1°C. Nonostante l’altezza, a causa della particolare conformazione orografica, con la presenza degli imponenti rilievi dell’Atlante Telliano a nord che fanno da scudo alle avvezioni di aria fredda in discesa dal Mediterraneo, la neve da queste parti, come su buona parte delle località dell’Atlante Sahariano, è un evento alquanto raro. Solo con la giusta configurazione barica si può realizzare. Difatti l’ultima nevicata con accumulo che ha interessato l’area di Ain Sefra risale all’ormai lontano Febbraio del 1979. Le stesse immagini satellitari trasmesse dalla NASA mettono in evidenza come durante la notte, fra lunedì 19 e martedì 20 Dicembre, una bella nevicata ha imbiancato, con accumuli a tratti anche di una certa consistenza, l’area montuosa a sud della città di Bouarfa e a sud-ovest di Ain Sefra, ammantando il territorio semi-desertico tutto intorno, fino ai dintorni di Ain Sefra. La stessa popolazione locale he festeggiato il lieto evento sui social network e sulla stessa TV locale, quasi come un evento “eccezionale”.

Del resto da queste parti per vedere un po’ di neve imbiancare le montagne dell’Atlante Sahariano occorre l’isolamento di una circolazione depressionaria a carattere freddo in quota, poco a sud della catena montuosa dell’Atlante, sopra l’entroterra desertico, in grado di trasportare masse d’aria fredde, specialmente nella media troposfera. Non per caso l’evento nevoso che ha interessato la regione di Ain Sefra si è concretizzato grazie all’isolamento, fra l’entroterra desertico marocchino e quello algerino occidentale, di una circolazione depressionaria a carattere chiuso, molto ben strutturata in quota.

Con questo particolare e inconsueto posizionamento, in pieno deserto, nella regione dei grandi Erg (le dune di sabbia), questa circolazione depressionaria, con nocciolo freddo prossimo ai -24°C -25°C a 500 hpa (circa 5200 metri), è stata in grado di risucchiare aria un po’ più fredda che dai Balcani è scivolata lungo lo Ionio, per poi defluire in direzione delle coste tunisine e dell’Algeria settentrionale attraverso fredde e intense correnti da E-NE o da NE che si sono incanalate sul versante meridionale dei monti dell’Atlante. Nella giornata di lunedì 19 Dicembre, durante il suo transito sopra l’entroterra desertico algerino, l’area ciclonica in quota ha richiamato verso di se masse d’aria piuttosto fredde.

Le masse d’aria fredde, scorrendo lungo il basso Ionio e il Canale di Sicilia, si sono intrufolate all’interno dell’entroterra desertico algerino con sostenuti venti dai quadranti nord-orientali, che oltre a causare importanti tempeste di sabbia, meglio note con il termine di “Haboob”, hanno innescato una accesa instabilità atmosferica, contrastando con l’aria più calda e molto secca preesistente in loco. Questi contrasti termici hanno agevolato lo sviluppo di imponenti annuvolamenti cumuliformi capaci di dare la stura a piogge e rovesci sparsi che hanno assunto prevalente carattere nevoso sulle montagne al di sopra dei 1100-1200 metri di quota.

I corpi nuvolosi, che ruotavano in senso antiorario attorno a questo insolito vortice isolato nel cuore dell’Algeria, hanno dato luogo a piogge e rovesci in pieno deserto, in aree che solitamente possono rimanere a secco di precipitazioni per oltre un anno. Le piogge hanno colpito soprattutto le aree desertiche a nord dei monti dell’Ahaggar, questi ultimi presi solo di striscio dalla coda della goccia fredda, e la zona dei grandi Erg (dune di sabbia) occidentali.

Gli ammassi nuvolosi più consistenti, sul fronte settentrionale della circolazione depressionaria in quota, si sono addossati lungo il versante meridionale dell’Atlante Sahariano, dove si sono concentrate le precipitazioni più consistenti, in parte esaltate pure dall’orografia locale che esercitava un certo “forcing” orografico alle sostenute correnti di ritorno da E-NE richiamate dalla circolazione depressionaria. Proprio qui, con l’avvento dell’aria fredda da E-NE, buona parte delle precipitazioni hanno potuto assumere carattere nevoso sui rilievi sopra i 1100 metri di altezza. Le nevicate più significative hanno imbiancato pure le zone montuose di Ain Sefra e di Bouarfa, non lontano dal confine marocchino. Ad Ain Sefra, ad oltre 1000 metri di altezza, si sono viste delle fioccate che hanno lasciato un temporaneo velo bianco sulle case e sulle strade.

Ma la neve è veramente cosi rara in queste località?

Come anticipato l’evento nevoso che ha interessato il versante meridionale dell’Atlante Sahariano è importante, ma non particolarmente raro, almeno a queste quote. Se facciamo un passo indietro nel passato noteremo subito che queste aree varie volte sono state interessate da nevicate, anche abbondanti sin dalle basse quote, con casi ben più eclatanti. Ad esempio, nel Gennaio 1935, secondo quanto riferito dalle cronache locali, a Laghouat e zone limitrofe, a meno di 800 metri di altezza, durante una forte nevicate, caddero oltre 30 cm di neve fresca.

Nel Febbraio del 1979 invece una spruzzata di neve imbiancò la regione desertica dei grandi Erg occidentali (non a quote pianeggianti), trasformando una parte del deserto sabbioso in una sottile distesa bianca che si è rapidamente sciolta al primo sole. Ma sono molti altri gli episodi nevosi che possiamo considerare eccezionali per queste località che rappresentano la parte più settentrionale della regione sahariana, la “porta d’ingresso” verso il più grande e inospitale deserto della Terra.

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