Giro d’Italia 2017, Forlì : origini storiche e attrattive turistiche [GALLERY]

Forlì, in Romagna, è una citta ricca di storia e attrattive turistiche. Ecco cosa visitare

Forlì, capoluogo della provincia di Forlì-Cesena, in Romagna, è una città dalla storia affascinante. In epoca romana, come Forum Livii, fu uno dei quattro Fori della Regione VIII; inclusa nel territorio dall’esarcato di Ravenna, la città visse un periodo oscuro in età alto-medievale dal quale uscì come libero Comune partecipando, sotto bandiera ghibellina, alle lotte fra città e città e fra famiglie che si susseguirono all’epoca. Dal 1315 agli ultimi decenni del XV secolo fu signoria degli Ordelaffi finchè Sisto IV, nel 1487, non l’affidò a Girolamo Riario, in seguito, per volere di Alessandro VI, entrò a far parte dei possedimenti del figlio Cesare Borgia, il duca Valentino. Nel 1504 ritornò allo Stato della Chiesa che la eresse a Legazione come parte della Pentapoli della Romagna. Il dominio consecutivo dei papi durò per quasi tre secoli. La città fu governata per mezzo di Legati, residenti specialmente a Ravenna. Nel 1797 la città fu dichiarata capoluogo del dipartimento del Rubicone, facente parte della Repubblica Cisalpina. Passato l’astro napoleonico, la città fu restituita al papa nel congresso di Vienna del 1815. Il 6 luglio 1816 Pio VII divise la Romagna nelle due Delegazioni di Ravenna e di Forlì, restando in questo modo Forlì capitale di provincia. La città prese parte attiva ai moti rivoluzionari del ‘21 e del ’31. Sconfitti i patrioti al Monte di Cesena; le orde papaline, comandate dal colonnello Barbieri, entrarono in Forlì, saccheggiando la città e massacrando la popolazione (21 gennaio 1832). Nel 1848-49 Forlì non fu seconda a nessun’altra città per patriottismo. Soffocata la rivoluzione dalle truppe austriache, sotto la loro bandiera si scatenò la reazione pontificia. Fu allora che nella campagna sorse la famigerata banda del Passatore che nella notte del 24-25 gennaio 1851 assaltò il teatro della vicina Forlimpopoli, imponendo una fortissima contribuzione agli spettatori. Nelle guerre per l’indipendenza del 1859-60 Forlì mandò più di 1200 volontari. Dopo il plebiscito dell’Emilia, del settembre 1859, essa fu unita al Piemonte, poi al Regno d’Italia. Cosa visitare? Nel centro storico, sono riconoscibili i due assi viari principali di origine romana, suddivisi nei quattro corsi principali, Mazzini, Garibaldi, Diaz e della Repubblica, che convergono sulla Piazza A. Saffi. Su di essa si affacciano alcuni fra gli edifici più rappresentativi delle varie epoche cittadine: la basilica romanica di San Mercuriale con l’imponente campanile originale del XII secolo, il Palazzo Comunale, sede del Municipio, risalente al XIV secolo e rimaneggiato più volte, con la Torre Civica (o dell’Orologio), i quattrocenteschi Palazzo del Podestà e Palazzo Albertini, sede di interessanti esposizioni e il novecentesco Palazzo delle Poste, esempio di architettura del Ventennio di cui troviamo tracce significative anche negli edifici di Viale della Libertà e Piazzale della Vittoria, nei pressi della Stazione ferroviaria. Pino III Ordelaffi si deve la fortificazione della Rocca di Ravaldino completata nel 1480, oggi intitolata a Caterina Sforza. Degno di nota è anche il barocco forlivese, con due prestigiosi monumenti oggetto di recenti restauri: la Chiesa del Suffragio, all’entrata della Piazza Saffi e, poco distante, la Chiesa di San Filippo Neri, in Via G. Saffi. Da non perdere una visita al Parco Urbano Franco Agosto, un’area verde delimitata dal fiume Montone. Merita sicuramente una visita Complesso museale del San Domenico, nel cuore del centro storico. Sede della sezione più antica della Pinacoteca, catalizzatore di visitatori grazie alle prestigiose mostre tenutesi in questi anni, da Palmezzano a Silvestro Lega, da G. Cagnacci al Canova, il complesso è destinato ad ospitare la celebre Ebe di Canova. A due passi dai Musei San Domenico, Palazzo Romagnoli, dopo il recente restauro ospita le Collezioni civiche del Novecento, in particolare il piano terra è dedicato all’esposizione permanente della prestigiosa Collezione Verzocchi. Piatto simbolo del forlivese sono i passatelli, rigorosamente cotti in brodo. Come non disdegnare poi una piadina fumante nei tipici chioschi? buona con ogni farcitura, si gusta al meglio con lo squacquerone, formaggio morbido tipico del territorio, la ricotta o i salumi, sempre accompagnata dall’ottimo vino Sangiovese. Per goder della cultura e dei prodotti del territorio, un buon consiglio è quello di seguire la Strada dei vini e dei sapori dei Colli di Forlì e Cesena.