Il fascino misterioso delle aurore boreali: cosa sono e dove ammirarle [GALLERY]

Le aurore boreali sono state considerate, per via della loro bellezza, prodigi di natura divina. Ecco cosa sono esattamente e i luoghi da cui ammirarle

Le aurore boreali sono fenomeni spettacolari, tra i più affascinanti e misteriosi offerti dalla natura.  Ma cosa sono esattamente? Si tratta di un fenomeno fisico, provocato dall’urto di particelle elementari, per lo più elettroni, contro gli atomi che si trovano negli strati più esterni dell’atmosfera terrestre.

A causa degli urti, gli atomi si eccitano ed emettono luce di diverso colore. Le aurore hanno una grande varietà di caratteristiche e compaiono nelle regioni polari sia nell’emisfero boreale che in quello australe, per cui è più corretto chiamarle aurore polari. Drappeggi colorati che si agitano come sospinti dal vento, macchie lattiginose, archi di luce e raggiere pulsanti, lingue di fuoco, le aurore boreali furono considerate nell’antichità prodigi di natura divina. Uno dei primi a tentare una spiegazione scientifica del fenomeno è stato, nel 4° secolo a.C., il filosofo greco Aristotele che, nella sua opera Meteorologia, attribuì le aurore boreali ai vapori che, da terra, salivano verso il cielo.

La corretta spiegazione del fenomeno è arrivata, invece, solo a partire dai primi del Novecento, quando è stata chiarita la struttura dell’atomo e gli astronomi hanno capito meglio la natura del Sole e le sue complesse interazioni con la Terra. Tra i luoghi della Terra in cui osservare il meraviglioso spettacolo delle aurore polari, troviamo la penisola di Inishowen, nella Contea di Donegal, nella parte più settentrionale di Wild Atlantic Way, che si estende per 2500 km lungo la costa occidentale da Donegal sino a Cork. In questo lembo sperduto d’Irlanda, le attrattive terrene hanno del paradisiaco.

Complice il paesaggio estremo, tra scogliere, megaliti, leggende, le aurore catturano ogni anno milioni di astronomi ed appassionati di tutto il mondo in quanto le notti invernali si colorano sino all’equinozio di marzo. All’origine dei tanti volti delle aurore polari c’è lo stesso fenomeno fisico: l’urto di sciami di particelle elementari di origine solare con gli strati più alti dell’atmosfera terrestre. Il nostro Sole è una stella, come tante altre nell’Universo e, al suo interno si verificano processi di fusione nucleare. Le reazioni nucleari sono accompagnate dalla liberazione di energia che, dagli strati più esterni del Sole, si diffonde nello spazio circostante sotto forma di onde elettromagnetiche e di particelle elementari, per lo più elettroni e protoni. Il flusso delle particelle, proiettate nello spazio, aumenta o diminuisce in funzione di fenomeni turbolenti come le eruzioni e le macchie solari.

Viaggiando alla velocità di centinaia di chilometri al secondo, le particelle arrivano in prossimità della Terra e fluiscono attorno al campo magnetico che avvolge il nostro pianeta. Alcuni sciami di particelle si insinuano in corrispondenza dei Poli, ad altezze variabili fra 300 e 100 km, urtando contro gli atomi della rarefatta atmosfera. In seguito agli urti, alcuni atomi si caricano di energia e diventano luminescenti: per esempio l’azoto emette luci bluastre, l’ossigeno verdastre. Così hanno origine le aurore polari, più frequenti e intense quando l’attività solare è ai livelli massimi e quindi i flussi di particelle aumentano. In media, gli abitanti delle zone a 60°÷70° di latitudine possono assistere a un centinaio di aurore polari ogni anno. Eccezionalmente, in occasione delle più intense tempeste solari, il fenomeno è visibile anche alle latitudini più basse.

Tanti i luoghi in cui ammirare le aurore: in Alaska troviamo Anchorage,Fairbanks e Denali, nella zona dello Yukon, in Danimarca, le Isole Faroe; in Irlanda del Nord dal Donegal alla contea di Antrim, mentre nella zona sud lo spettacolo è visibile dalle Cliffs of Moher; in Groenlandia a Kulusuk e Ammassalik; in Islanda all’interno del Þingvellir National Park. Ed ancora: in Finlandia Luosto, Northern Lights Research Center e Sodanklya; in Russia nella città di Murmansk, nella penisola di Kola; in Svezia Abisko, in Canada Whitehorse, nella zona dello Yukon, in Norvegia nella zona delle Northern Lights, vicino al Circolo polare artico; in particolare dalle Isole Lofoten, Svalbard e Finnmark.