Incendi, panico a San Vito Lo Capo: fiamme vicino ad un villaggio vacanze, 700 turisti evacuati [GALLERY]

Brucia l'Italia intera, anche quella spensierata delle vacanze, brucia la Sicilia, brucia una nota meta turistica come San Vito Lo Capo, dove 700 turisti sono stati evacuati con le barche via mare

Brucia l’Italia intera, anche quella spensierata delle vacanze. Da qualche giorno prosegue l’emergenza Vesuvio, con centinaia di ettari bruciati, mentre il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti valuta l’intervento dell’esercito. Nel frattempo le fiamme non si arrestano neanche nelle altre parti del Centro Sud Italia: brucia la Sicilia, brucia una nota meta turistica come San Vito Lo Capo, dove 700 turisti sono stati evacuati con le barche via mare. Come racconta Stella Belliotti, una testimone, sono stati diversi i momenti di panico: “Siamo scappati in costume e ciabatte. Il nostro appartamento e’ stato avvolto dalle fiamme. Erano proprio sopra di noi. Ho preso mia figlia e sono andata in spiaggia. Ci hanno fatto andare via sui barconi che fanno il giro dello Zingaro. Prima donne e bambini e poi gli altri. Molti sono rimasti sulla spiaggia ad aspettare i soccorsi”. La donna, assieme alla bambina, e’ stata accolta in una scuola di San Vito.

Ma i roghi sono segnalati anche nelle Eolie, in Sardegna, sull’Amiata, in Calabria, nel pescarese, in Puglia e Basilicata, una mappa da ‘record’, ricorda con rammarico la Protezione Civile: soltanto oggi sono state 47 le richieste dei mezzi aerei dello Stato, con lo spegnimento di 13 incendi. Ma il quadro generale preoccupa ancora di più: in totale nel 2017 sono state 764 le richieste, sottolinea il Dipartimento, “un picco da 10 anni”.

Mentre le immagini del Vesuvio in fiamme, per il quale è stata aperta un’inchiesta per verificare la causa, anche se il dolo sembra l’ipotesi più fondata, hanno fatto il giro del mondo, le foto di San Vito Lo Capo sono state le più cliccate sul web: e grazie ad un appello sui social è scattata la solidarietà via mare per soccorrere i circa 700 turisti del villaggio Calampiso, a due passi dalla riserva dello Zingaro, avvolto dalle fiamme per un incendio in contrada Sauci che si è poi propagato verso la spiaggia.

Il sindaco Matteo Rizzo ha lanciato l’allarme su Facebook, immediata la risposta: le barche turistiche e i gommoni della Capitaneria di porto hanno raggiunto in pochi minuti il golfo dove si erano riversati i villeggianti per fuggire dai roghi che lambivano i loro appartamenti. A rischio soprattutto quelli più vicini all’ingresso del villaggio.

Dopo circa un’ora dalle prime segnalazioni, le fiamme attorno alla struttura sono state circoscritte e i turisti portati in salvo. I pompieri continuano a lavorare per impedire la nascita di nuovi focolai. Anche un baglio vicino al resort è stato evacuato. “Tutti gli ospiti di Calampiso sono in salvo e in questo momento si trovano a San Vito lo Capo, in attesa di fare rientro nella struttura”, afferma Alfio La Ferla, direttore della Tmc, la società che gestisce i servizi alberghieri della struttura.

A Calampiso, che dispone complessivamente di circa 1200 posti letto, gli ospiti sono infatti suddivisi tra appartamenti in multiproprietà e alcune camere d’albergo. “Aspettiamo lo spegnimento degli ultimi focolai – conclude la Ferla – e il via libera delle autorita’ per riportare gli ospiti, via terra, nella struttura”. Non è purtroppo la prima volta che scatta l’emergenza a Calampiso: lo scorso anno alcune centinaia di visitatori che erano all’interno della riserva trovarono riparo proprio all’interno del villaggio; un’altra evacuazione via mare della struttura era avvenuta alcuni anni fa sempre per motivi precauzionali.

Tuttavia si tratta di un anno particolarmente difficile: i roghi stanno mettendo a dura prova la Forestale e i vigili del fuoco, impegnati in tutta la Sicilia. La siccità, le alte temperature e il vento di Scirocco alimentano continuamente i focolai: sono più di cento quelli divampati nelle nove province siciliane. Tantissimi potrebbero essere di origine dolosa come quello scoppiato in contrada Quattropani a Lipari, vicino alle abitazioni.

Una situazione particolarmente critica che ha portato le Procure di Palermo, Enna e Messina ad aprire tre inchieste sui roghi. I magistrati del capoluogo siciliano hanno aperto un fascicolo di atti relativi per accertare se ci siano state inadempienze della Regione nella gestione della prevenzione degli incendi. A Messina aperta un’inchiesta contro ignoti. La Procura di Enna indaga sull’incendio che ha distrutto il vallone Scaldaferro, tra Enna e Calascibetta, divampato a contrada Ferrarelle sull’autostrada A 19 Palermo Catania.