La bioluminescenza torna ad illuminare le acque del lago Kakià Lagada nell’isola greca di Kythira, immagini straordinarie [GALLERY]

Dopo tre anni, Simone Arrigoni e Michela Cecconi hanno osservato nel piccolo lago salmastro Kakià Lagada a Kythira (Grecia) un’infiorescenza del plancton bioluminescente tanto intensa da poter imprimere nuovamente in scatti fotografici notturni a lunghe esposizioni gli straordinari bagliori verde-azzurri scoperti nel 2013.

Rivedere le acque del lago illuminarsi magicamente sotto alla Via Lattea è stato emozionante come la prima volta; inoltre questa osservazione permette di ipotizzare che la presenza dei protozoi responsabili dei bagliori nel lago sia permanente, benché caratterizzata da una forte variabilità, poiché nei due anni precedenti l’intensità del fenomeno era nettamente inferiore, al punto da essere difficilmente visibile anche con la Luna nuova” racconta Arrigoni, apneista campione mondiale e grande appassionato del mare e della natura.

Arrigoni ricorda che il raro fenomeno naturale “è probabilmente causato da un particolare tipo di plancton che, sollecitato dal movimento, emette una luce di un intenso colore verde-azzurro, chiaramente visibile all’occhio nudo ma difficile da registrare con gli apparecchi fotografici. L’evento si osserva in genere per brevi periodi all’anno nelle calde acque dei mari o laghi costieri tropicali e subtropicali, come alle Maldive, in California e nei Gippsland Lakes in Australia, e può essere considerato una vera rarità per la zona del Mediterraneo“.

Artefici di questa meraviglia della natura sono più diffusamente dei particolari protozoi, detti dinoflagellati (soprattutto le specie Lingulodinium polyedrum e Noctiluca scintillans), che in alcuni casi hanno la peculiarità di generare chemilumiscenza, osservabile su larga scala solo quando le condizioni ambientali permettono a questi microrganismi di proliferare abbondantemente nell’acqua salata o salmastra (a volte al punto tale da generare le cosiddette “maree rosse”)“.

Gli studiosi ritengono che alcune specie di dinoflagellati abbiano sviluppato proprietà biolumiscenti come sistema di difesa dai predatori; con la luce, infatti, essi potrebbero spaventare un eventuale predatore o attrarre specie più grandi che si nutrirebbero del loro nemico naturale. L’ipotesi più accreditata sostiene che il bagliore sarebbe generato da una sorta di canale posto all’interno di questi protozoi, che permette il passaggio esclusivo di protoni. Quando stimolato dagli impulsi elettrici inviati dai movimenti delle acque circostanti, il canale si aprirebbe, innescando una serie di reazioni chimiche che produrrebbe la luce verde-azzurra“.

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