Laurea, lavoro e soddisfazione degli studenti: 12% di laureati in corso in più sulla media nazionale, il ritratto della Bicocca nei dati AlmaLaurea

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Laurea in corso, elevati livelli di occupazione già a un anno dal conseguimento del titolo e un grado di soddisfazione complessiva che raggiunge il 90 per cento: sono questi i dati della performance positiva registrata dall’Università di Milano-Bicocca nelle ultime rilevazioni di AlmaLaurea. Alla Bicocca si laurea in corso il 63 per cento degli studenti, superando di quasi 12 punti percentuali la media nazionale dei 74 Atenei analizzati che si ferma al 51,1 per cento. I laureatitriennali in corso sono il 61 per cento a fronte di un dato medio rilevato a livello nazionale del 50,8, mentre il 67,5 per cento degli iscritti ai corsi di laurea magistrale biennale consegue il titolo di studio in corso, contro un dato medio rilevato da AlmaLaurea del 58,6. Notevole anche il risultato che riguarda le lauree magistrali a ciclo unico, che si attesta sul 67,6 per cento arrivando quasi a doppiare la media nazionale del 39,1.

I laureati nel 2017 dell’Università di Milano-Bicocca coinvolti nel rapporto di AlmaLaurea sono 6.678: 4.150 di primo livello, 1.862 magistrali biennali e 608 a ciclo unico (i restanti sono laureati di corsi precedenti all’ultima riforma). In termini di cittadinanza, provenienza e background formativo, il 14,8 per cento dei laureati proviene da fuori regione mentre la quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 3,7 per cento: il 4,1 fra i triennali e il 3,1 tra i magistrali biennali. È in possesso di un diploma di tipo liceale classico, scientifico o linguistico il 58,5 per cento dei laureati, mentre possiede un diploma tecnico il 21,9.

Etàregolarità e voto di laurea: l’età media alla laurea è di 25,3 anni per il complesso dei laureati; nello specifico 24,3 anni per i laureati di primo livello e 26,8 anni per i magistrali biennali, un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario, perché non tutti i diplomati si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore. Il 63 per cento dei laureati termina l’università in corso con un picco del 67,5 per cento fra i magistrali biennali. Il voto medio di laurea è 101,9 su 110: un dato in cui spicca la media del 107 per i magistrali biennali.

Il 56,3 per cento dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: è il 55,3 fra i laureati di primo livello e il 60 tra i magistrali biennali (valore che cresce al 76,5 per cento considerando anche coloro che l’hanno svolto solo nel triennio). Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) il 7,3 per cento dei laureati: il 4,9 per i triennali e l’11,9 per magistrali biennali (quota che sale al 15,6 per cento considerando anche coloro che le hanno compiute solo nel triennio).

Il 76 per cento dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari.

Per analizzare la soddisfazione per l’esperienza universitaria appena conclusa si è scelto di prendere in considerazione l’opinione espressa dal complesso dei laureati in merito a vari aspetti. L’86,9 per cento dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’83,8 ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. Per quanto riguarda le infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, l’86,3 per cento dei laureati considera le aule adeguate. Più in generale, il 90 per cento dei laureati si dichiara complessivamente soddisfatto dell’esperienza universitaria.

Il lavoro. L’indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 11.251 laureati dell’Università di Milano-Bicocca e i dati ricavati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali biennali. L’inchiesta ha coinvolto 4.174 laureati triennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo. Il49,9 per cento dei laureati di primo livello, dopo il conseguimento del titolo, ha deciso di proseguire il percorso formativo iscrivendosi ad un corso di secondo livello. Fra coloro che hanno scelto di non proseguire gli studi e immettersi direttamente nel mercato del lavoro (49,3 per cento) il tasso di occupazione è dell’82,2 per cento con una retribuzione media di 1.192 euro mensili netti.

Fra i 1.877 laureati magistrali biennali del 2016 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari all’80 per cento, mentre il tasso di occupazione dei 1.657 laureati magistrali biennali del 2012 intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo è pari al 91,1 per cento con un tasso di disoccupazione del 2,7 per cento. Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 61,9 per cento, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 13,7; svolge un lavoro autonomo il 14,3 per cento. Le retribuzioni arrivano in media a 1.518 euro netti al mese. Dove vanno a lavorare? Il 75,2 per cento dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 14,3 nel pubblico e il 9,7 nel non-profit. L’ambito dei servizi assorbe l’82,2 per cento di loro, mentre l’industriaaccoglie il 14,8.

«Risultati che confermano la qualità e l’eccellenza dell’offerta didattica di Milano-Bicocca – ha detto il rettore Cristina Messa – e gli sforzi intrapresi dal nostro Ateneo per consolidare i servizi di orientamento e placement, così da consentire ai nostri laureati di dare solidità alle proprie scelte e trovare reali opportunità professionali. Per incentivare questo risultato, l’Università continuerà a investire sugli studenti e sul loro futuro, orientandoli già dalle superiori e accompagnandoli durante tutta la carriera universitaria fino all’inserimento nel mercato lavorativo. L’obiettivo è quello di migliorare ulteriormente i tassi di occupazione per tutti i laureati triennali e magistrali, garantendo il diritto allo studio e al lavoro».

Rapporto 2018 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati

Il Consorzio interuniversitario AlmaLaurea ha appena presentato il 20° Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale al Convegno “Mutamenti strutturali, laureati e posti di lavoro”, presso l’Università di Torino. Le indagini hanno coinvolto i laureati di 74 Università, analizzando le performance formative di oltre 276 mila laureatinel 2017: in particolare 157 mila laureati di primo livello, 81 mila laureati nei percorsi magistrali biennali e 36 mila laureati a ciclo unico. L’inchiesta ha anche analizzato oltre 630 mila laureati di primo e secondo livello nel 2016, 2014 e 2012, contattati rispettivamente a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

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