L’INGV ricorda i 175 anni dalla nascita dell’Osservatorio Vesuviano e gli 80 anni dalla nascita dell’Istituto Nazionale di Geofisica

Martedì 6 dicembre alle 9.30 l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in via di Vigna Murata 605 a Roma, ricorda la nascita di due enti che hanno segnato svolte epocali nelle geoscienze: il più antico presidio scientifico della geodinamica al mondo, l’Osservatorio Vesuviano, fondato nel 1841, e  l’Istituto Nazionale di Geofisica, nato il 15 novembre 1936 in seno al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), per disposizione presidenziale dell’allora presidente del CNR, Guglielmo Marconi e collocato inizialmente all’interno dell’Università Sapienza di Roma.

Sono stati invitati il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) Stefania Giannini, il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Massimo Inguscio, il Rettore dell’Università Sapienza di Roma Eugenio Gaudio, oltre a Michele Caputo, Accademico dei Lincei e già Presidente dell’ING, Roberto Battiston, Presidente dell’ASI, Gabriele Falciasecca, Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi, Fabio Carapezza Guttuso, Prefetto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati.

Sono previsti gli interventi di: Graziano Ferrari, responsabile progetto SISMOS-INGV su La geofisica istituzionale in Italia prima dell’ING; Alessandro Amato, dirigente di ricerca dell’INGV e già direttore della Rete Sismica Nazionale, con Ottant’anni di monitoraggio sismico in Italia per la scienza e la società; Gianluca Valensise, dirigente di ricerca dell’INGV, con Non solo reti: dall’ING all’INGV, dati e modelli per le stime della pericolosità sismica in Italia; Antonio Melonigià dirigente di ricerca dell’INGV, con Oltre la sismologia: Geomagnetismo e Fisica ionosferica all’ING; Francesca Bianco, direttore della sezione OV-INGV, con Ricerca e Monitoraggio sui vulcani dell’area napoletana: il connubio che crea conoscenza; Mauro Di Vito, primo ricercatore dell’INGV, con Dalle misure alla quantificazione dei fenomeni naturali: la modellazione delle deformazioni del suolo che hanno preceduto l’ultima eruzione dei Campi Flegrei.

Chiudono i lavori: Carlo Doglioni, Presidente dell’INGV con un intervento sul progetto Working Earth e Onno Oncken, direttore del GeoForschungs Zentrum di Potsdam, con la conferenza The Maule 2010 earthquake and the Andes. 

La giornata sarà moderata da: Maria Siclari, Direttore Generale INGV; Francesca Quareni, direttore della sezione di Bologna INGV; Leonardo Sagnotti, direttore Struttura Ambiente INGV; Andrea Bizzarri, ricercatore INGV.

L’evento sarà corredato da una esposizione di strumenti sismici realizzati dalle officine dell’ING dagli anni Quaranta agli anni Sessanta e da pannelli e video esplicativi.