Maltempo, alluvione in Calabria: il racconto dei soccorritori, “ecco come e dove abbiamo trovato il piccolo Nicolò”

Maltempo Calabria, alluvione nel Lametino: soccorritore ricostruisce le operazioni che hanno preceduto il ritrovamento di Nicolò, disperso dal 4 ottobre

E’ stato trovato questa mattina il corpo del piccolo Nicolò, 2 anni, disperso dal 4 ottobre scorso nella zona tra San Pietro a Maida e San Pietro Lametino, vicino Lamezia Terme (CZ), devastata dal maltempo.
Sono stati 8 giorni di incessanti ricerche: il ritrovamento è frutto dell’abnegazione dei vigili del fuoco e del personale della Protezione civile regionale, oltre che di decine di volontari.

bimbo disperso calabriaIl bambino si trovava in auto con la madre e con il fratellino di 7 anni quando sono stati sorpresi dalla piena del torrente: i corpi di Stefania Signore, 30 anni, e del bambino di 7 anni sono stati trovati dai vigili del fuoco la mattina del 5 ottobre.

Franco Di Leo, presidente del Comitato provinciale di Vibo Valentia del Centro italiano Protezione civile, ha raccontato all’ANSA le operazioni che hanno preceduto il ritrovamento di Nicolò: “Ieri sera, a San Pietro Lametino, in una zona di aranceti, poco distante da un torrente che il 4 ottobre era in forte piena, avevamo effettuato un sopralluogo con l’ausilio di escavatori messi a disposizione da alcune imprese di movimento terra. Stamattina abbiamo deciso di concentrare le ricerche del piccolo Nicolò nei vari punti in cui si era accumulati detriti, terra e tronchi d’albero sradicati. Abbiamo così circoscritto una zona in cui abbiamo ipotizzato che si potesse trovato il corpo del bambino ed in questo senso ci sono state d’aiuto l’esperienza, l’intuito, la tenacia e la forza di volontà che da sempre rappresentano la caratteristica dei volontari. E’ stato grazie a tutto questo che è stato possibile trovare il corpo del bambino, seppellito nel terreno ad una profondità di circa due metri, tra un aranceto ed il torrente, che adesso è asciutto. Rivolgo un ringraziamento al dirigente della Protezione civile calabrese, Carlo Tansi, per la fiducia che ha riposto in noi“. “Stanotte non avevo dormito per il pensiero di ritrovare il piccolo Nicolò. E lo stesso pensiero ha assillato tutti i volontari che sono stati impegnati negli ultimi giorni nelle ricerche. Alla fine i nostri sforzi sono stati premiati e questo mi conforta.

Massimo Conforti, ispettore del Comando provinciale dei Vigili del fuoco e coordinatore giornaliero delle ricerche, racconta gli attimi immediatamente precedenti il ritrovamento: “Con il nostro sistema informativo abbiamo stilato una mappatura dell’area e su questa abbiamo individuato i punti di ricerca, andando poi nel profondo con i mezzi di movimento terra, in sinergia di lavoro con la Protezione civile e le ditte che si sono affiancate a noi. L’escavatore più grosso che stava operando nel letto del fiume ha individuato, sotto un cumulo di detriti di circa un metro e mezzo, una sagoma, che poi è risultata quella del povero Nicolò“. “Cerchiamo di mantenere un certo distacco, legato ovviamente alla razionalità che deriva dal lavoro che siamo chiamati a fare, ma viviamo anche noi una forte emozione, e in questo caso c’è anche il rammarico di non aver potuto fare molto di più che cercare il piccolo Nicolò.