Maltempo Europa, valanghe in Austria, inondazioni in Germania, disagi in Slovacchia: il punto della situazione [FOTO e VIDEO]

Per l'Europa è la tempesta di neve più forte degli ultimi 30 anni: tante le vittime provocate da neve e gelo, così come i disagi che ancora affliggono diverse zone del Paese

Il maltempo continua ad affliggere parti dell’Europa anche oggi, martedì 15 gennaio, con ancora altre valanghe in Austria che si sono abbattute sugli edifici e sulle strade, fortunatamente senza aggiungere vittime ad un bilancio già pesante. Nel corso della notte, una valanga a Ramsau, Austria centrale, ha travolto un hotel. Tutti e 60 gli ospiti e il personale, la maggior parte dei quali di un club sciistico danese, sono usciti illesi dalla struttura.

Il direttore del club sciistico Hobro Skiklub della Danimarca occidentale ha dichiarato che “fortunatamente nessuno era presente” nella parte dell’hotel dove soggiornavano 50 dei suoi membri. Niels Leth-Soerensen ha ringraziato lo staff dell’hotel e i team di soccorritori per aver velocemente evacuato tutti gli ospiti e averli trasferiti in un altro hotel.

Le condizioni più umide e più calde dopo giorni di nevicate intense hanno aumentato il rischio di valanghe in alcune parti del sud della Germania, in Austria e in Svizzera. Sono già decine le persone morte a causa delle valanghe o di incidenti legati alle condizioni meteo avverse sull’area dall’inizio dell’anno. In molte regioni svizzere il livello di allerta per valanghe è massimo. Le strade e i collegamenti ferroviari sono stati particolarmente colpiti nel cantone orientale dei Grigioni. MeteoSwiss ha dichiarato che parti delle Alpi hanno ricevuto tra 60 e 90cm di neve dalla notte di sabato 12 gennaio e che sono attesi altri 30-50cm in alcune zone delle Alpi settentrionali nelle prossime ore.

Le aree poco elevate della Germania stanno subendo inondazioni a causa dell’esondazione di fiumi e corsi d’acqua. Nella Baviera, la neve che si è sciolta ha allagato diverse strade e alcuni edifici nella città di Harburg quando il fiume Wörnitz è cresciuto nella notte. Il servizio meteorologico tedesco prevede una tregua di 48 ore dalla neve a partire da oggi. Tuttavia, potrebbe essercene già dell’altra pronta per giovedì 17 gennaio, con accumuli non solo in montagna ma anche a bassa quota.

In Slovacchia, le pesanti nevicate e i forti venti hanno causato diversi incidenti stradali, paralizzando il traffico sulle strade e interrotto la fornitura di energia elettrica a migliaia di famiglie. Nel nord del Paese, circa 15.000 famiglie nelle regioni di Liptau e Orava erano senza energia elettrica ieri. Nella cittadina di Oravska Polhora, vicino al confine con la Polonia, un bus si è scontrato con un’auto su una strada di montagna ricoperta di neve, ma i 51 passeggeri del mezzo, 47 dei quali erano bambini, sono rimasti illesi, secondo le autorità.

È la peggior tempesta di neve in Europa degli ultimi 30 anni almeno, tanto che in molte parti del continente è stato dichiarato lo stato di emergenza. In alcune aree delle Alpi si sono accumulati oltre 3 metri di neve! Nella prima settimana di gennaio, molte parti dell’Austria avevano già ricevuto quantitativi di neve pari alla media dell’intero mese di gennaio, secondo il Servizio meteorologico austriaco. “Ci sono località, soprattutto in Austria e sud della Baviera, dove non abbiamo mai visto questo livello di nevicate prima o almeno non così estremo. È insolito, non si vedono molto spesso le persone spalare i tetti delle loro case per liberarli dalla neve”, ha dichiarato Florian Pappenberger, direttore delle previsioni dell’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts.

Il forte maltempo è stato alimentato da una persistente area di bassa pressione, secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO). La neve, però, non si è solo limitata alle Alpi, ma si è spinta verso sud fino alle aree di montagna della Spagna centrale e settentrionale, così come in Grecia, dove i termometri hanno registrato un incredibile -23°C la scorsa settimana e in Turchia dove sono stati raggiunti -40°C che hanno fatto congelare gli animali randagi in statue di ghiaccio.

E per l’Europa non è ancora finita qui: dal weekend del 20-21 gennaio fino a metà della prossima settimana una nuova e intensa ondata di freddo e neve irromperà sul continente per effetto della divisione del vortice polare.

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