Maltempo Europa, situazione disastrosa da nord a sud: Apocalisse di Neve sulle Alpi, bufere e valanghe dalla Norvegia ai Balcani e da metà Gennaio potrebbe arrivare il Burian [FOTO]

Località isolate, trasporti in tilt, metri e metri di neve: la situazione in Europa è drammatica da nord a sud

L’emergenza neve in Europa non smette di creare caos e disagi: dalla Norvegia ai Balcani è un disastro di morte, valanghe e criticità. Sono ancora centinaia le persone isolate in alcune comunità alpine dopo che le strade sono state sepolte da valanghe. Livelli massimi di allerta in Austria e Germania, con altri 180cm di neve attesi prima del weekend. In Slovacchia, un uomo di 37 anni è stato ucciso da una valanga nelle montagne Mala Fatra. A Aying, vicino Monaco, un bambino di 7 anni è stato ucciso dalla caduta di un albero, probabilmente eccessivamente carico di neve, riferiscono le autorità. Con gli ultimi avvenimenti, il bilancio delle vittime in Europa sale ad almeno 17 nell’ultima settimana.

Oltre 160km di piste da sci e 450 ski lift sono stati chiusi a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Nella città austriaca di Hohentauern, sono 2.000 le persone bloccate dopo i 90cm di neve caduti nella notte che hanno ricoperto tutte le strade. E le previsioni per i prossimi giorni non sono certo incoraggianti. In Baviera, sud della Germania, ci sono stati 100 incidenti stradali nella scorsa notte a causa delle strade ghiacciate e degli enormi ingorghi. Sempre in Germania, una donna di 54 anni è morta nella sua auto durante un ingorgo causato dalla neve. Centinaia di residenti di una cittadina tedesca vicino Berchtesgarden, in Baviera, sono rimaste bloccati dalla neve al punto che è stato necessario consegnare cibo attraverso l’ausilio di mezzi pesanti. Anche i treni hanno affrontato numerosi ritardi e gli operatori ferroviari stanno lavorando per liberare i binari dalla neve e consentire la circolazione. Per aggiungere un altro po’ di scompiglio alla situazione già caotica, centinaia di voli sono stati cancellati presso diversi aeroporti tedeschi a causa di uno sciopero del personale addetto alla sicurezza.

Ieri, 9 gennaio, sei studenti della Sassonia-Anhalt sono stati colpiti da una valanga nella località sciistica tirolese Wildkogel, in Austria, rimanendovi in parte sepolti. Fortunatamente, tutti gli studenti sono riusciti a liberarsi. Nel comprensorio sciistico di Schmittenhöhe a Zell am See, nella regione di Salisburgo, i soccorritori hanno aiutato nove atleti rimasti bloccati in un fossato innevato.

Il servizio meteorologico tedesco ha diramato allerte rosse per il sud del Paese e parti della Germania orientale, con temperature previste di -9°C. Il distretto di Miesbach, dove è caduto oltre mezzo metro di neve, ha annunciato la dichiarazione di disastro. “La neve è pesante e umida, gli alberi crollano sotto il carico e non possono essere facilmente spazzati via”, ha detto una portavoce del distretto. Stesso problema per la città di Lindau. “Dopo i 10-25cm di neve fresca caduti, sono attese ulteriori nevicate tra 10 e 20cm. In molte località, si formerà anche del ghiaccio. Le strade potrebbero diventare impraticabili e gli alberi potrebbero spezzarsi sotto il peso della neve”, recita l’allerta. Gli automobilisti sono esortati ad evitare di mettersi al volante e se fosse proprio necessario, di farlo utilizzando le adeguate attrezzature invernali.

Anche in Austria vige il massimo livello di allerta per quanto riguarda le valanghe. In uno dei casi più estremi, una città nello stato di Salisburgo che in media solitamente riceve 55cm di neve in tutto il mese di gennaio, finora è stata ricoperta da ben 130cm. E mentre continua a nevicare ininterrottamente, il rischio valanghe rimane altissimo nel Tirolo austriaco e in tutta l’Austria. La neve in alcune aree si è accumulata fino a 2 metri, isolando le località, provocando blackout e l’evacuazione di alcune abitazioni. Le situazioni più difficili in Tirolo, zona di Kitzbuhel, Karwendel, Lechtal Paznaun (Arlberg), ma anche nel SalisburgheseOberoesterreich e Obersteiermark dove il rischio valanghe ha raggiunto il massimo livello.

Il governo di Vienna questa mattina ha deciso di inviare circa 300 soldati per aiutare a liberare dalla neve strade e i tetti delle case nelle zone più colpite. Situazione incredibile nella Venntal ai confini con l’Alto Adige: sono caduti 2 metri di neve ma le strade non vengono pulite. Lo scorso ottobre il sindaco Karl Muehlsteiger, su decisione dal consiglio comunale, aveva informato i residenti che il Comune non avrebbe più ripulito a spese proprie, in caso di nevicate, la strada che da Brennersee (primo Paese in territorio austriaco dopo il confine con l’Italia) porta a Venn. A Innsbruck, invece, l’amministrazione comunale ha invitato i proprietari a liberare al più presto i tetti e le strutture dalla neve che potrebbe causare ingenti danni o addirittura crolli, ricordando di contattare il centro di controllo in caso di pericolo imminente che invierà gratuitamente i vigili del fuoco a liberare la spessa coltre.

Ma la neve sta causando problemi anche sull’arcipelago norvegese delle Svalbard, a 800km dalla terraferma, dove oltre 100 persone sono state evacuate in via precauzionale a causa di una tempesta e del rischio valanghe. Le autorità locali riportano che sono state evacuate 29 abitazioni ai piedi della montagna Sukkertoppen e che una scuola, scuole materne, un impianto sportivo e una biblioteca pubblica sono rimaste chiuse. Anche nel nord della Norvegia, le autorità avvisano sul rischio di valanghe. L’Istituto Meteorologico Svedese ha diramato allerte per una tempesta e per pesanti nevicate sul nord del Paese. In Repubblica Ceca circa 9.000 famiglie sono rimaste senza elettricità dopo le intense nevicate al confine con Austria e Germania.

Le nevicate sono incessanti anche sui Balcani: in particolare Kosovo, Serbia e Montenegro sono alle prese con molti disagi creati anche da ghiaccio e nebbia. In Serbia è stato dichiarato lo stato di emergenza in alcune località dove nevica ininterrottamente da un paio di giorni, mentre l’aeroporto di Pristina, la capitale del Kosovo, è stato chiuso a tratti durante la giornata odierna. Anche qui sono decine le località isolate per l’impraticabilità di strade e ferrovie. In Grecia, oggi le temperature sono precipitate a -9°C nella città di Florina, nel nord del Paese. Non c’è più neve al suolo, invece, ad Atene e Salonicco, mentre anche Cipro ha ricevuto neve e forti piogge. Anche in Turchia la neve ha bloccato le auto sulle strade, costringendo all’intervento dei soccorsi per liberarle.

Il freddo che sta colpendo l’Europa è il risultato della corrente a getto che spinge l’aria artica sul continente. Alina Jenkins, meteorologa di BBC Weather, ha dichiarato che pesanti nevicate continueranno a colpire Germania, Austria, Turchia e Balcani: “Ora, alcune catene montuose hanno ricevuto circa 3 metri di neve e ne arriverà ancora altra. C’è neve anche sui Balcani che si fa strada verso la Serbia”. Nicola Maxey, portavoce del Met Office, il servizio meteorologico britannico, ha avvisato sul possibile ritorno del Burian, il freddo dell’Est Europa, nella seconda metà dell’inverno: “Verso la metà del mese, le cose potrebbero diventare più instabili e mutevoli. Ci sono segni di un crescente rischio di forti venti, pioggia e neve dalla metà di gennaio all’inizio di febbraio. Prevediamo condizioni più fredde con temperature al di sotto della media per il periodo dell’anno, anche se vivremo qualche breve pausa più mite”. Un meteorologo tedesco ha dichiarato che i cambiamenti climatici stanno facendo durare questi eventi meteorologici estremi più a lungo. “Alcune situazioni meteo, come quella attuale, persistono più a lungo”, ha spiegato, in reazione all’aumento delle temperature al Polo Nord.

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