Mercantile italiano affonda al largo della Francia: allarme marea nera [GALLERY]

La Francia è in stato d'allarme per una possibile marea nera sulle proprie coste dopo il naufragio del "Grande America"

Dopo il naufragio domenica scorsa del “Grande America“, il mercantile battente bandiera italiana della Grimaldi Lines andato a fuoco e inabissatosi, la Francia è in stato d’allarme per una possibile marea nera sulle proprie coste.
Le chiazze di petrolio della nave potrebbero “colpire il litorale francese verso domenica sera o lunedì“, ha spiegato Francois De Rugy, Ministro francese per la Transizione Ecologica, precisando che le squadre di pronto intervento tenteranno di “risucchiare una parte della chiazza“.
I principali timori riguardano le 2.200 tonnellate di olio combustibile necessario per far girare i motori del cargo, e i 45 container contenenti materiale a rischio.
Nella serata di ieri la prefettura marittima dell’Atlantico aveva annunciato la localizzazione di una macchia nera di una decina di km di lunghezza e di un km di larghezza, “a oltre 200 km” dalle coste francesi, tra i dipartimenti di Gironda e Charente-Maritime.

E’ attesa nell’area una nave specializzata nella lotta all’inquinamento, l’Argonaute, ed è stato anche richiesto l’aiuto dei mezzi dell’Unione Europea.

Francia al lavoro per limitare l’inquinamento

Grande AmericaC’e’ un rischio, bisogna fare di tutto per limitare l’impatto degli idrocarburi sulle nostre coste,” ha dichiarato il Ministro De Rugy, intervistato in diretta da BFM-TV, dopo il naufragio del “Grande America” inabissatosi l’altro ieri pomeriggio nell’Atlantico.
Il Ministro ha evocato il rischio che la marea nera possa arrivare sulle coste francesi o “su quelle spagnole“, “non possiamo fare previsioni con certezza“: si preferisce in questo caso “anticipare un rischio importante“.
De Rugy ha poi precisato che mezzi privati dell’armatore Grimaldi opereranno in sostegno dei mezzi da soccorso inviati sul posto dalle autorità francesi.
Il ministro non ha escluso l’intervento di un robot per analizzare la situazione della nave cargo ed ha assicurato che il rischio non ha comunque “nulla a che vedere con la marea nera dell’Erika nel 1999“.

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