Nanga Parbat, la nebbia e il buio ostacolano i soccorsi: le speranze di salvare Tomek si riducono al minimo, persa la comunicazione con Elisabeth [FOTO e AGGIORNAMENTI]

"I soccorsi con l’elicottero non hanno avuto successo a causa della nebbia. Per Tomek, non credo che si possano nutrire ancora delle speranze"

I soccorritori sono arrivati al Nanga Parbat alle 17 (ora locale) e hanno cominciato subito ad arrampicarsi. Sul Nanga Parbat oggi il sole tramonterà alle 17:24. A causa della nebbia l’elicottero inviato sul luogo non ha potuto raggiungere Elisabeth Revol e dai voli di osservazione non è emerso nulla. I soccorritori polacchi si arrampicheranno anche durante la notte per raggiungere il luogo dove dovrebbe trovarsi l’alpinista francese, prima di un nuovo tentativo alle prime luci del sole. La squadra ha tutto l’occorrente medico per le prime cure d’emergenza.

Ci vorrà un giorno e mezzo per arrivare ad Elisabeth e almeno due giorni per raggiungere Tomek, secondo quanto comunicato dalle autorità. Due dei soccorritori potrebbero portare a valle Elisabeth, mentre gli altri due potrebbero continuare la salita per raggiungere Tomek. Ma l’agenzia media/stampa polacca Wielickza, ha dichiarato che il tempo peggiorerà.

Ludovic Giambiasi, che trasmette tutte le comunicazioni di Elisabeth, dà delle notizie allarmanti sulla situazione sul Nanga Parbat. “I soccorsi con l’elicottero non hanno avuto successo a causa della nebbia. La squadra di soccorso è atterrata al campo 1, e cercherà di raggiungere Elisabeth questa notte. Io adesso ho perso la comunicazione con lei. Non ha più batteria. Nei suoi ultimi messaggi mi diceva che c’era nebbia e che non aveva visto né aveva potuto sentire l’elicottero. Io ci voglio credere ancora. Per Tomek, non credo che si possano nutrire ancora delle speranze. È una tragedia”, ha dichiarato profondamente commosso. Nella sua ultima comunicazione Elisabeth scriveva: “Sto bene, ho fame e sete. Ho anche dormito un po’“.

La squadra di salvataggio mantiene un ritmo molto forte. Come hanno assicurato, non saranno privi di determinazione. Secondo gli ultimi rapporti la squadra di soccorso è già a 5.410 metri. Al momento stanno facendo cose inimmaginabili, con poca luce e con il gelo sempre più atroce a rendere ancora più proibitiva la strada da percorrere, già difficile durante il giorno. Anche per loro è un grande rischio e non si sa ancora per quanto saranno in grado di continuare.

La distanza è ancora considerevole, ma i “guerrieri del ghiaccio”, come sono stati rinominati, hanno imposto un ritmo micidiale. Se è vero che Elisabeth sta lentamente scendendo, la speranza di poterla salvare è alta.