Nel Parco Nazionale della Sila si riproducono lo Spioncello, il Prispolone e il Calandro [GALLERY]

Sui monti della Sila si riproducono tre diverse specie di Motacillidae, rare come nidificanti su tutto l’Appennino meridionale e di cui lo Spioncello rappresenta un dato biogeografico di particolare rilevanza, al limite più estremo d’Italia per la riproduzione

Di Gianluca Congi – In un territorio molto vasto e variegato come quello dell’Altipiano della Sila, capita, dopo tanti anni di scarpinate, d’incontrare, anche quando meno te lo aspetti, specie molto interessanti sotto diversi punti di vista. Il 10 giugno del 2010, durante un’uscita ornitologica, capitò di osservare uno dei più misteriosi uccelli della Sila: lo Spioncello (Anthus spinoletta). Già nell’agosto del 2001 almeno due individui erano stati osservati più o meno nella stessa radura, presente su una delle cime più alte dell’altipiano. L’avvistamento del 2010 fu molto importante, due adulti e due giovani da poco involati erano nelle vicinanze di un folto arbusto di Prunus cocumilia, in una delle più amene zone silane, dove l’unico disturbo era rappresentato dalle mucche al pascolo. In un altro comprensorio, ho poi concretizzato altre due osservazioni: verso la fine di giugno del 2015 e intorno alla fine di agosto del 2016. Quest’ultimo è uno dei siti che nel tempo e nel periodo riproduttivo (negli ultimi diciassette anni di osservazioni) ha visto confermare quattro avvistamenti, dilazionati in un arco temporale non indifferente, probabilmente a conferma della fedeltà di questa specie per i siti di riproduzione. Nel mese di luglio 2008 ho potuto constatare un adulto e un giovane ancora imbeccato dal genitore. In quest’ultimo caso, con ogni probabilità il nido era posto tra un arbusto di rovo e delle rocce affioranti poste in una vasta area aperta circondata da estese foreste di pini larici e faggi. Lo Spioncello nel periodo compreso tra ottobre e marzo è regolarmente avvistato anche in piccoli gruppetti di 3-4 individui pur se, il 7 novembre 2012, ho potuto osservare 8 individui sulla Sila Grande. Generalmente gli avvistamenti invernali, che sono quelli più frequenti, sono in gran parte di un individuo per volta. Nel periodo invernale la specie è stata contattata sia in Sila Piccola che in Sila Greca e in tutte e tre le province. La riproduzione, dalle mie personali ricerche, al momento è nota per la sola Sila Grande, a essa si riferiscono i dati riproduttivi riportati in via generale (almeno 3 siti noti e di cui in 2 di questi sono stati avvistati giovani o adulti con imbeccate). Lo Spioncello in Italia è nidificante più comune sulle Alpi mentre è scarso e localizzato sull’Appennino centro-settentrionale, con vuoti di areale e presenze abbastanza frammentate in quello meridionale, un piccolo nucleo riproduttivo è presente nella Sardegna. Secondo alcune notizie fornitemi da autorevoli ornitologi, la specie, in epoca recente, come nidificante sarebbe nota fino al complesso montuoso denominato La Mula, sul Pollino calabrese. In Sila, per la verità, come evidenziato, la specie nidifica rarissima e le uniche segnalazioni per il comprensorio sono quelle descritte sommariamente nel testo. Quella della Sila, in assenza di dati recenti e bibliografia nota al riguardo (anche per la Sicilia) sarebbe, di fatto, l’estremo limite meridionale per la riproduzione in Italia. Una specie che dal punto di vista biogeografico è di estrema importanza non solo per la Sila ma per l’intero Appenino italiano. Sono in corso da anni, mirate uscite ed escursioni ornitologiche in tal senso, finalizzate a cristallizzare e, inquadrare la presenza e la riproduzione di una delle specie più rare come nidificanti (la Sila è segnalata come dato da confermare specie in assenza di dati, notizie e bibliografia al riguardo). Un dato storico molto importante è quello di Armando Lucifero, nel 1883 ad agosto, ne segnalava una coppia con quattro piccoli appena usciti dal nido. Sarebbe il caso di dire che proprio partendo da quella testimonianza, la specie è stata ricercata da parte del sottoscritto soprattutto nel comprensorio del Montenero, dove nel luglio 2010, a distanza di 127 anni è stata finalmente confermata.

Credit: Gianluca Congi

Un altro interessante uccello, nidificante, appartenente sempre ai Motacillidae è il Prispolone (Anthus trivialis). Questa specie è migratrice e nidificante (estiva) sulle zone montane di Alpi e Appennini. Nella zona alpina nidifica un po’ in tutti settori, essendo certamente più diffuso rispetto all’area appenninica, specie quella meridionale, dove è scarso e localizzato. Non sarebbe nidificante né in Sicilia né in Sardegna e in assenza di dati provenienti dai settori montuosi a sud della Sila, quest’ultima, potrebbe essere la zona più meridionale per la riproduzione anche di questa specie. In un caso l’ho rinvenuta nidificante nel medesimo comprensorio dove si è riprodotto pure lo Spioncello. Ampie praterie assolate, circondate o intervallate da estese aree forestali, sia di pini larici sia di faggi, sono l’habitat preferito per nidificare qui in Sila. La quota media è compresa tra i 1450 e i 1600 metri mentre la specie è stata vista in periodi interessanti all’interno di alcuni spazi aperti presenti già intorno ai 1100 e i 1350 metri. Fuori dal periodo riproduttivo il Prispolone è stato osservato da fine marzo a ottobre inoltrato. Il 26 aprile 2012, cinque individui sono stati avvistati assieme a un gruppo di cutrettole all’interno di alcuni campi arati sulla Sila Grande. La specie, pur in assenza di indagini specifiche, risulta localizzata in alcuni siti dove fedelmente si riproduce da diversi anni. Un’altra specie poco diffusa come nidificante e appartenente sempre alla stessa famiglia è il Calandro (Anthus campestris), negli ultimi anni, purtroppo, l’ho contattato sempre di meno. Frequenta suppergiù gli stessi ambienti del Prispolone, nidificandovi, in alcuni casi si è riprodotto in un campo coltivato a patate intorno ai 1150 metri (agro di Celico) nonché in alcuni pascoli situati alla stessa quota (agro di San Giovanni in Fiore). Due coppie, nel 2009, sono state osservate in periodo riproduttivo nell’alta valle del Tacina, in Sila Piccola (agro di Taverna). Questa specie migratrice, probabilmente, un tempo era molto più diffusa che rispetto a oggi. Per la conservazione dello Spioncello, del Prispolone e del Calandro è necessaria la tutela degli spazi aperti. Le aperture di nuove strade, i decespugliamenti selvaggi, il prelievo abusivo di rocce, il fuoristrada oltre le piste battute, il calpestio di praterie anche per via dell’eccessivo pascolo e tutte le azioni di disturbo dirette possono rappresentare delle minacce serie per la conservazione di questi uccelli legati essenzialmente all’integrità degli spazi aperti, che sono ambienti di particolare importanza, alcuni dei quali, considerati S.I.C. e altri afferenti alla Z.P.S. “Sila Grande”, in ogni caso, ugualmente bisognosi di tutela, corretta gestione e serrata vigilanza da parte degli organi preposti.

Gianluca Congi © www.gianlucacongi.it