Pavia, incendio nella raffineria ENI di Sannazzaro de’ Burgondi: enorme nube di fumo, operaio intossicato

Incendio nella raffineria ENI di Sannazzaro de' Burgondi, il punto della situazione

“La situazione e’ al momento sotto controllo, l’ATS Pavia si e’ immediatamente mobilitata e gli operatori si trovano sul posto per verificare lo stato di salute dei dipendenti, dei quali solo uno risulta intossicato e preso in cura dal soccorso sanitario”. Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera in merito all’incendio scoppiato a Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) allaraffineria Eni. “Ho sentito personalmente l’ATS – ha spiegato Gallera – che informa che il pennacchio di fumo si propaga verticalmente e in direzione della regione Piemonte. Al momento non vi e’ nessun riscontro di stato di intossicazione tra i civili. Il sindaco ha comunque dato ordinanza di rimanere nelle abitazioni in via precauzionale a seguito dell’esplosione di un combustore di gasolio”.

Non ci sono ad ora ricadute al suolo dei fumi e non risultano segnalazioni di problemi di tipo sanitario per la popolazione: e’ quanto riferisce, in merito all’incendio che si e’ verificato nella raffineria di San Nazzaro de’Burgundi (Pavia), la sala operativa della Protezione civile regionale. Intanto, l’ARPA ha eseguito le previsioni meteo per prevedere il percorso della nube e forniranno le informazioni ai comuni coinvolti. Questo il report dell’accaduto fornito dalla protezione civile regionale: – ore 15.40: la sala operativa viene informata che dall’impianto di raffineria di Sannazzaro De’ Burgondi (PV) sta uscendo una colonna di fumo molto denso. Viene immediatamente attivato il Dipartimento ARPA di Pavia e contattati i Vigili del Fuoco. – ore 16.10: la sala controllo della Raffineria ENI informa la sala operativa di un problema nell’ala est dell’impianto. La raffineria e’ un’azienda a rischio rilevante e conseguentemente vengono attivate le DG di Regione Lombardia di Protezione Civile, Ambiente, Welfare, l’UTR di Pavia, la Provincia di Pavia e il Dipartimento nazionale di Protezione Civile. La Provincia di Pavia invia sul posto il volontariato di Protezione civile a supporto dei soccorsi, dotando di radio i volontari e il Consorzio Est Sesia che sta controllando alcuni corsi d’acqua. Il 118 manda un automezzo e un’auto medica di scouting. Dopo una prima ricognizione da parte del VFF e di AREU, non sembrano esserci feriti e l’incendio e’ sotto controllo. La Prefettura concorda con i Sindaci di invitare la popolazione a restare chiusa in casa con le finestre chiuse, a scopo precauzionale fino a nuove indicazioni da parte di ARPA, che sta effettuando i controlli in loco. – ore 17.30: continuano le segnalazioni della nube di fumo anche dal Piemonte (Provincia di Alessandria, Tortona e Ponte Curone). Non ci sono ad ora ricadute al suolo dei fumi e non risultano segnalazioni di problemi di tipo sanitario per la popolazione. Sono stati attivati il Centro Operativo Comunale (COC) del Comune di Sannazzaro (PV) e il Centro Operativo Comunale (COC) del Comune di Ferrera Erbognone (PV). – ore 18.30: ARPA ha eseguito le previsioni meteo per prevedere il percorso della nube e forniranno le informazioni ai comuni coinvolti.

Immediate misure di emergenza per valutare i danni e tutelare le persone e l’ambiente nell’immediato e in futuro. Le chiede il Wwf dopo l’incendio con fuoriuscita di fumo nella raffineria in provincia di Pavia. Per l’associazione ambientalista a destare preoccupazione sono l’idrogeno solforato e altre sostanze tossiche, usate nel processo e prodotte anche dalla combustione, che sicuramente sono disperse nell’ambiente. Il Wwf chiede inoltre di inviare nella zona squadre specializzate che adottino effettive e immediate misure di soccorso ai cittadini in un’area vasta, considerata l’area di dispersione e i venti. I cittadini, osserva il Wwf, non vanno solo rassicurati, ma devono anche avere un’assistenza e misure impeccabili. Al di là dell’emergenza, va però assicurato un continuo monitoraggio e adeguate misure preventive di ulteriori danni inclusi la dispersione di veleni sui terreni agricoli e la possibilità che entrino nella catena alimentare. Domani si potranno accertare le responsabilità, ma il Wwf sottolinea che una lunga serie di incidenti nelle raffinerie dimostra ormai senza alcun dubbio che queste sono sempre strutture ad alto rischio, tanto più quando sorgono in prossimità dei centri abitati, aree di produzione anche agricole o zone naturali.