Posa della prima pietra dell’Extremely Large Telescope: inizia la costruzione della cupola e del supporto del telescopio ELT [GALLERY]

"Questa è una vera pietra miliare nella storia dell'ESO: l'ELT sarà il più potente e ambizioso telescopio del suo genere"

La Presidentessa della Repubblica del Cile, Michelle Bachelet Jeria, ha partecipato oggi alla cerimonia per la posa della prima pietra dell’ELT (Extremely Large Telescope) dell’ESO. L’evento si è svolto all’Osservatorio dell’ESO al Paranal, nel Cile settentrionale, non lontano dal sito che ospiterà il gigantesco telescopio. È una pietra miliare di un percorso che vede ora la costruzione della cupola e della principale struttura di supporto del più grande telescopio ottico al mondo. Entriamo oggi in una nuova era dell’astronomia. L’occasione ha segnato anche il collegamento dell’osservatorio alla rete elettrica nazionale cilena.

La Presidentessa Bachelet è stata ricevuta oggi da Tim de Zeeuw, Direttore Generale dell’ESO, da Roberto Tamai, Responsabile di programma dell’ELT, e da Andreas Kaufer, il Direttore dell’Osservatorio di La Silla Paranal. Erano presenti anche Aurora Williams, Ministra delle Attività Minerarie, Luis Felipe Céspedes, Ministro dell’Economia e Andres Rebolledo, Ministro dell’Energia. Inoltre hanno partecipato alla cerimonia numerosi ospiti internazionali e cileni, in rappresentanza di governo e industrie, insieme con scienziati e tecnici dell’ESO e rappresentanti della stampa, sia locali che internazionali [1].

Punti salienti della cerimonia includono la chiusura di una “capsula del tempo” preparata dall’ESO, contenente un poster di fotografie del personale dell’ESO e una copia del libro che descrive gli obiettivi scientifici del telescopio. Il coperchio della capsula del tempo è un esagono di Zerodur® con un’iscrizione: un modello, in scala 1:5, di uno dei segmenti dello specchio primario dell’ELT.

Questa rappresentazione artistica mostra in azione il telescopio ELT (Extremely Large Telescope) sul Cerro Armazones, nel Cile settentrionale. Il telescopio è visto nel momento in cui utilizza gli appositi laser per 'accendere' delle stelle artificiali negli strati alti dell'atmosfera. Il 26 maggio 2017 si è svolta la cerimonia della posa della prima pietra del telescopio, a cui ha partecipato la Presidentessa del Cile, Michelle Bachelet Jeria. Crediti: ESO/L. Calçada
Questa rappresentazione artistica mostra in azione il telescopio ELT (Extremely Large Telescope) sul Cerro Armazones, nel Cile settentrionale. Il telescopio è visto nel momento in cui utilizza gli appositi laser per ‘accendere’ delle stelle artificiali negli strati alti dell’atmosfera. Il 26 maggio 2017 si è svolta la cerimonia della posa della prima pietra del telescopio, a cui ha partecipato la Presidentessa del Cile, Michelle Bachelet Jeria.
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ESO/L. Calçada

Durante il discorso la Presidentessa ha sottolineato: “Con l’inizio simbolico del lavoro di costruzione stiamo ora costruendo molto più di un telescopio: è una delle più grandi espressioni delle competenze scientifiche e tecnologiche e dello straordinario potenziale della cooperazione internazionale“.

Tim de Zeeuw ha ringraziato la Presidentessa e il suo Governo per il continuo sostegno offerto all’ESO in Cile e la protezione dei cieli ineguagliati del paese: “L’ELT produrrà scoperte che oggi non possiamo nemmeno immaginare e sicuramente ispirerà molti, in tutto il mondo, a pensare alla scienza, alla tecnologia, e anche al nostro posto nell’Universo. Di conseguenza gli Stati Membri dell’ESO, il Cile, e anche il mondo intero non potranno che averne beneficio.”

Patrick Roche, Presidente del Consiglio dell’ESO ha aggiunto: “Questa è una vera pietra miliare nella storia dell’ESO: l’ELT sarà il più potente e ambizioso telescopio del suo genere. Abbiamo raggiunto questa meta grazie ai lunghi e continui sforzi di molti negli Stati Membro dell’ESO, in Cile e altrove. Li ringrazio tutti e sono veramente felice di vederne molti qui oggi, a celebrare insieme questa occasione.

Con uno specchio principale di 39 metri di diametro, l’ELT (Extremely Large Telescope) sarà il più grande telescopio ottico/infrarosso al mondo e porterà la tecnologia e l’ingegneristica per telescopi in una nuova dimensione. Sarà ospitato in un’enorme cupola mobile di 85 metri di diametro – paragonabile alla dimensione di un campo da calcio [2].

Un anno fa, l’ESO ha stipulato un contratto con il consorzio ACe, composto da Astaldi, Cimolai e dal subcontraente EIE Group, per la costruzione della cupola e della struttura del telescopio (eso1617). È il più grande contratto mai assegnato dall’ESO e anche il più grande di tutta l’astronomia da terra. Con la posa della prima pietra, la costruzione della cupola dell’ELT e della struttura del telescopio sono iniziate ufficialmente.

Questa rappresentazione artistica mostra una visione notturna del telescopio ELT (Extremely Large Telescope) sul Cerro Armazones, nel Cile settentrionale. Il telescopio è visto nel momento in cui utilizza gli appositi laser per 'accendere' delle stelle artificiali negli strati alti dell'atmosfera. Il 26 maggio 2017 si è svolta la cerimonia della posa della prima pietra del telescopio, a cui ha partecipato la Presidentessa del Cile, Michelle Bachelet Jeria. Crediti: ESO/L. Calçada
Questa rappresentazione artistica mostra una visione notturna del telescopio ELT (Extremely Large Telescope) sul Cerro Armazones, nel Cile settentrionale. Il telescopio è visto nel momento in cui utilizza gli appositi laser per ‘accendere’ delle stelle artificiali negli strati alti dell’atmosfera. Il 26 maggio 2017 si è svolta la cerimonia della posa della prima pietra del telescopio, a cui ha partecipato la Presidentessa del Cile, Michelle Bachelet Jeria.
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ESO/L. Calçada

La cerimonia segna un’altra tappa importante per ESO: il collegamento dei siti di Cerro Paranal e di Cerro Armazones alla rete elettrica nazionale cilena. Il collegamento, possibile grazie al vigoroso supporto del Governo Cileno, viene gestito dalla società cilena Grupo SAESA: ridurrà i costi e garantirà maggiore stabilità e affidabilità oltre a ridurre l’emissione di gas serra da parte dell’Osservatorio.

L’ELT è il più recente di molti progetti dell’ESO che hanno beneficiato del continuo sostegno del Governo dello stato cileno, che ne ospita le infrastrutture da più di mezzo secolo. Il supporto energico del Ministero degli Affari Esteri del Ministero dell’Energia e della Commissione Nazionale per l’Energia (CNE) sono stati fondamentali per stabilire con successo la connessione del sito con la rete elettrica.

Il sito dell’ELT è stato donato dal Governo del Cile ed è circondato da una più ampia zona di concessione territoriale per proteggere le future operazioni del telescopio da qualsiasi interferenza – contribuendo così a mantenere lo status del Cile come capitale astronomica del mondo.

L’ELT sarà il più grande “occhio” mai puntato verso il cielo e potrebbe trasformare radicalmente la nostra percezione dell’Universo. Si occuperà di un’ampia gamma di sfide scienfiche, tra cui scrutare esopianeti simili alla Terra alla ricerca della presenza di vita, studiare la natura della materia oscura e dell’energia oscura, osservare le prime fasi dell’Universo per meglio comprendere le nostre origini. Sicuramente solleverà nuove domande che oggi non possiamo neppure concepire e migliorerà il tenore di vita sulla Terra con nuove scoperte tecnologiche e ingegneristiche.

La prima luce dell’ELT è prevista per il 2014. La posa della prima pietra segna l’alba di una nuova era dell’astronomia.

Note

[1] A causa del vento molto forte, la cerimonia è stata spostata dal sito previsto di Cerro Armazones alla Residencia del Paranal.

[2] La cupola avrà un peso totale di circa 5000 tonnellate, mentre la struttura di supporto del telescopio e dello strumento, che deve essere mobile, di oltre 3000 tonnellate. Entrambe le strutture sono di gran lunga le più grandi mai costruite per un telescopio ottico / infrarosso e fanno sfigurare tutte quelle esistenti, rendendo realmente l’ELT “l’occhio più grande del mondo rivolto verso il cielo“.