Previsioni Meteo, adesso l’anticiclone è costretto ad arrendersi: doppio attacco del maltempo, forti piogge in arrivo al Nord

Previsioni Meteo: l'attacco simultaneo di ben due differenti perturbazioni porterà l'anticiclone alla resa, tante piogge in arrivo sulle regioni settentrionali

Previsioni Meteo – Finalmente arrivano delle buone notizie. Le regioni del nord riceveranno nei prossimi giorni la loro preziosa dose di piogge che metterà la parola fine al lunghissimo periodo secco riscontrato in questi ultimi mesi. L’anticiclone dinamico che da diverse settimane ha imperato su gran parte del nostro territorio nazionale, allungando il periodo siccitoso su gran parte delle regioni centro-settentrionali, molte delle quali ormai a secco da svariate settimane, sta cominciando ad indebolirsi sempre di più. La nuvolosità bassa, composta per lo più da strati e stratocumuli, presente fra le coste liguri, il nord della Sardegna e il medio-alto Tirreno, sta ad indicare l’invecchiamento della suddetta figura anticiclonica che domani dovrà cedere terreno all’arrivo di ben due differenti perturbazioni che eserciteranno una sorta di effetto a tenaglia, costringendo l’anticiclone allo spostamento del proprio baricentro in direzione dei Balcani, della Grecia e del bacino centro-orientale del Mediterraneo.

La prima perturbazione, di origine nord-africana, legata ad una depressione orografica in fase di sviluppo sottovento all’Atlante, dal pomeriggio di domani raggiungerà il Canale di Sicilia, bordando le coste più meridionali dell’isola, dove vi apporterà delle piogge e anche dei possibili rovesci, maggiormente probabili fra siracusano e ragusano, ove potrà verificarsi anche qualche isolato temporale.

La seconda perturbazione, di origine atlantica, legata ad un più vasto sistema frontale annesso ad una depressione extratropicale posizionata sul mar di Norvegia, ma con un minimo derivato in isolamento sul nord-ovest dell’Inghilterra, si avvicinerà alle nostre regioni settentrionali a partire dal tardo pomeriggio di domani, portando piogge a carattere sparso, dapprima su Valle d’Aosta, alto Piemonte e alta Lombardia, in successiva estensione alle altre regioni del nord nel corso della successiva serata/notte. Sulle Alpi sono attese nevicate, anche di moderata intensità, ma a partire dai 1800-2000 metri di altezza.

Precipitazioni che sull’area prealpina, specialmente fra Piemonte, Lombardia e Veneto, potrebbero risultare anche abbondanti, a causa del “forcing” orografico esercitato da questi rilievi nei confronti dell’umida ventilazione da SO presente in quota, richiamata da questa circolazione depressionaria fra il mar di Norvegia e le Isole Britanniche. Va detto che nella giornata di mercoledì dalla profonda depressione semi-stazionaria sul mar di Norvegia si staccherà una saccatura, alimentata lungo il proprio bordo occidentale dalla discesa di aria fredda polare marittima, che tenderà ad elongarsi fino in direzione della Spagna, favorendo, più ad est, il richiamo di più umide e temperate correnti sud-occidentali che dal mar di Alboran e dal bacino centro-occidentale del Mediterraneo si dipaneranno verso la Sardegna, la Liguria e le nostre regioni settentrionali, apportando dell’instabilità e nuove piogge, anche a carattere di rovescio o temporale.

A causa del solito blocco della circolazione, indotto dalla presenza sul Mediterraneo centro-orientale di un solido promontorio anticiclonico che impedirà alla saccatura atlantica la sua naturale traslazione verso levante, queste umide correnti sud-occidentali, particolarmente attive fra la bassa e la media troposfera, insisteranno ad interessare le nostre regioni settentrionali, almeno fino alla giornata di venerdì, dando la stura a nuove piogge, rovesci e temporali sparsi che bagneranno soprattutto la Liguria, il Piemonte, l’alta Lombardia e l’alto Veneto, con particolare riferimento per i settori pedemontani di queste regioni che fra mercoledì e venerdì potrebbero ricevere apporti pluviometrici anche significativi, a causa del notevole “forcing” orografico eretto dai rilievi alpini nei confronti dell’umida ventilazione da SO.

Tali condizioni, appena enunciate, sarebbero le più favorevoli per l’avvento della cosiddetta ”instabilità condizionata simmetrica”. Una tipica configurazione sinottica che soddisfa le condizioni descritte sopra è la cosiddetta “V-Shaped through”, una saccatura molto allungata, in genere di origine atlantica, in particolare nel suo settore più meridionale, che sprofonda verso latitudini meridionali. Nella maggior parte dei casi l’affondo di una saccatura, di tipo “V-Shaped through”, dà origine a severe fasi perturbate per l’instaurazione di avvezioni di vorticità positiva e l’afflusso, lungo il ramo ascendente della saccatura, di correnti pre-frontali calde e molto umide, d’estrazione sub-tropicale continentale “marittimizzata”, che possono scaricare intensi carichi di precipitazioni sulle regioni del centro-nord, vuoi per lo “stau” esercitato da Alpi e Appennini all’umido flusso meridionale che per la rapida destabilizzazione atmosferica indotto dalla saccatura stessa.

Nel caso della saccatura “V-Shaped through”, il piano inclinato è rappresentato in questo caso dalla superficie del fronte freddo lungo cui l’aria calda è costretta a salire tramite i moti ascendenti (moti convettivi) generati dalla componente geostrofica del vento verso l’area baroclina frontale. Il sollevamento dell’aria calda, nel settore pre-frontale, avviene sulla superficie frontale inclinata, forzata dall’inversione termica in quota, producendo l’instaurazione dell’”instabilità condizionata simmetrica”. Attraverso l’instabilità condizionata simmetrica si formeranno i “Rolls”, ossia dei “Rotori”, che saranno trasportati in seno alla corrente calda e umida pre-frontale, identificabile con una “Warm Conveyor Belt”.

L’elevata stabilità statica, dovuta all’intensa avvezione calda alle medie e basse quote, attenuerà le condizioni barocline e permetterà un ulteriore persistenza di detti eventi, sollevando l‘aria calda ben oltre lo strato stabile. L’innesco dell’”instabilità condizionata simmetrica” rende la media e alta troposfera convettivamente piuttosto instabile, nel senso che una volta generatasi tende a degenerare in instabilità convettiva, favorendo l’avvento di intense correnti ascensionali che alimentano l’attività temporalesca. Bisogna pure ricordare che i maggiori eventi alluvionali registratesi sulle regioni nord-occidentali italiane rientrano nel caso appena descritto, in presenza di grandi flussi caldo e umidi pre-frontali che ascendono verso l‘alto lungo la parte inclinata del fronte, superando lo strato stabile preesistente nei medi e bassi strati.