Una rondine d’inverno che vola spensierata sui colli innevati [GALLERY]

Le fantastiche sequenze riprese sulla Sila calabrese, dove una Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris) a fine settembre, imbecca i quattro suoi pulcini da poco involati. Questa specie, In Italia è parzialmente sedentaria, nidificante, migratrice e svernante regolare. Si riproduce in grotte, remote cavità di pareti rocciose anche fino a 2000 metri di quota come sulle Alpi, ma può nidificare anche sotto arcate di ponti o presso edifici fin dentro i centri storici. In Calabria popola diversi paesi montani e collinari, arrivando fin sulla costa. Sulla Sila è presente tutto l’anno, principalmente sul versante orientale, nidificando alla quota massima di 1450 metri. A queste latitudini la specie è presente tutto l’anno o al massimo compie spostamenti in zone più basse, quando i rigori invernali si accentuano

Di Gianluca Congi – Dopo il deserto c’è il mare aperto. Le rondini, i balestrucci e i rondoni, dall’Africa giungono fin sotto i nostri tetti, dopo un lunghissimo e faticoso viaggio fatto da innumerevoli pericoli. Piccoli uccelli che sfidano l’ignoto a ogni primavera, passando sopra le nostre teste, spesso senza che nemmeno ce ne accorgiamo; qualcosa come 38 milioni di rondini, 31 milioni di balestrucci e 10 milioni di rondoni, raggiungeranno ogni parte del continente europeo, Italia compresa, il tempo di generare altra vita e poi ripartire per i luoghi di svernamento, situati nei remoti angoli del continente africano. Dopo la vita, la migrazione degli uccelli è forse il fenomeno più grande che la natura potesse concepire. Nelle zone montuose della Calabria centrale, come anche in diversi luoghi del Paese fin pure sulla costa, c’è una piccola rondine marroncina che imperterrita, vive sfidando anche le stagioni più fredde, non seguendo perciò le orme delle cugine rondini, già svernate oltre l’orizzonte del Mediterraneo. Questo misterioso uccello sulla Sila calabrese, porta a termine due covate all’anno, la prima in genere tra maggio e giugno mentre la seconda può avvenire già in agosto o anche a settembre inoltrato. Negli inverni più rigidi, quando l’aria punge la pelle e la neve spesso copre a perdita d’occhio le campagne, le rondini montane si spostano più a valle in cerca di riparo e di cibo, catturando insetti in volo là dove sono ancora reperibili. Non appena le condizioni miglioreranno, non sarà difficile in ogni mese dell’anno, inverno compreso, scorgere le sagome di queste rondini “montanare” che da sempre affascinano le menti e i cieli di questi posti. La Rondine montana, contrariamente al nome che porta, non vive solo nelle aree montagnose, essendo presente già dal livello del mare e fino alle alte quote, specie nell’Asia, dove può spingersi oltre i 4.000 metri. Il suo nome deriverebbe, infatti, dall’abitudine di nidificare nelle rocce, tra burroni, gole a strapiombo e pareti, specie se ben soleggiate. Nel tempo, l’ho rinvenuta nidificante, soprattutto nella cittadina di San Giovanni in Fiore (Cosenza) posta a oltre 1100 metri di quota, in particolar modo in anfratti del sottotetto di vecchi edifici, dentro strutture rustiche di fabbricati anche di recente costruzione, specie se ai piani più alti e sotto alcune insenature di ponti, preferendo quindi i luoghi artificiali ai siti naturali idonei alla riproduzione (spesso mancanti). La specie è in graduale espansione, negli ultimi anni è giunta a nidificare dentro Lorica, sul Lago Arvo a circa 1300 metri mentre il sito alla quota più elevata, dove si è riprodotta, sempre per quanto concerne l’altipiano calabrese è posto intorno ai 1450 metri, sfruttando anche in questo caso una struttura artificiale. Le marroni rondini invernali però, volano felici e spensierate anche nei paesi collinari del crotonese, nella presila cosentina e catanzarese, giungendo fino alle rive del mar Tirreno o dentro centri di pianura, anche delle caotiche città come Cosenza o Catanzaro. La specie realizza il nido con una semi coppa, fatta di fango impastato con la saliva, internamente rivestito all’interno con materiale vegetale e piume. Il fantastico mondo dell’ornitologia c’insegna, qualora ce ne fosse bisogno, che fuori dalla finestra di casa nostra, spesso c’è un mondo tutto da scoprire, e se guardiamo in alto nel cielo, tutto questo è ancora più straordinario!

Gianluca Congi © – www.gianlucacongi.it