Portato alla luce il sepolcro di Cristo: ecco cosa hanno scoperto gli esperti [GALLERY]

La malta usata fa risalire la costruzione al primo imperatore cristiano Costantino, suggerendo che è davvero il luogo dove Gesù è stato sepolto ed è poi risorto

I credenti dicono che è il sepolcro dove Gesù è stato sepolto ed è poi resuscitato. Ora, per la prima volta, gli esperti sembrano aver confermato almeno un elemento della narrativa cristiana della sua storia. I ricercatori hanno campionato la malta prelevata tra la superficie originale di calcare del letto funebre, dove i credenti dicono che giaceva Cristo, e una lastra di marmo che lo copre.

Ritengono che il marmo risalga all’incirca al 345 d.C., che si collega ai racconti storici secondo cui il primo imperatore romano cristiano, Costantino, ordinò che il sepolcro venisse custodito in una nuova chiesa. Costantino prese questa decisione dopo che i suoi emissari scoprirono il sepolcro all’interno di un tempio più antico, dedicato alla dea Venere, intorno al 326 d.C.

La scoperta è opera dei ricercatori della National Technical University di Atene che hanno lavorato per restaurare l’edicola (un piccolo tempietto), che ospita la tomba, nella Chiesa del Sacro Sepolcro di Gerusalemme. Gli esperti hanno prelevato campioni di malta da diversi punti all’interno dell’edicola nel 2016 con i risultati che sono stati resi pubblici solo ora.

La prima prova architettonica trovata finora dentro e intorno al complesso tombale risale all’epoca delle Crociate. Questo non lo renderebbe più vecchio di 1.000 anni, allineandosi con la totale distruzione e successiva ricostruzione della chiesa nel 1009 d.C. Ma la datazione del team di Atene suggerisce che l’edicola è una struttura molto più antica. Parlando a National Geograhic, Antonia Moropoulou, che ha diretto il progetto di restauro dell’edicola, ha detto: “È interessante come questa malta non solo fornisca una prova del precedente tempio sul sito, ma confermi anche la sequenza storica di costruzione dell’edicola”.

Quando il primo imperatore del Sacro Romano Impero Costantino inviò i rappresentanti della chiesa a Gerusalemme per localizzare il sepolcro intorno al 325 d.C., essi erano indirizzati dalla gente della regione verso un tempio romano costruito 200 anni prima. Questo fu distrutto e il sepolcro fu scoperto al di sotto, scolpito in una grotta di calcare. Costantino ordinò che l’interno della tomba fosse rivelato e che l’edicola fosse costruita intorno ad essa. Il sepolcro stesso ha un lungo letto funerario, che secondo la tradizione cristiana era il luogo dove è stato posto Gesù, dopo la sua crocifissione. È circondato da una copertura di marmo, che si pensa sia stata posizionata molto tempo dopo, potenzialmente intorno al 1555 d.C.

Ma quando il 26 ottobre 2016 il rivestimento in marmo è stato aperto, durante il lavoro di restauro dell’edicola, è stata trovata una lastra di marmo più antica sopra la superficie calcarea originale del letto funebre. La malta testata è stata prelevata tra la superficie calcarea originale e la lastra di marmo su di essa, che è contrassegnata con una croce incisa in essa. Gli esperti hanno determinato che questo marmo più antico è stato installato intorno al IV secolo d.C., dando credito alla cronologia cristiana degli eventi.

Gli scienziati hanno anche datato la tomba calcarea circostante usando due campioni di mattoni prelevati dalla struttura. I campioni di malta provenienti dai resti della parete sud della grotta risalgono al 335 e al 1570 d.C. Per la loro scoperta i ricercatori hanno usato una tecnica conosciuta come luminescenza ottica stimolata (OSL). Il metodo permette agli scienziati di datare un’antica pietra misurando il momento più recente in cui il sedimento è stato esposto alla luce.

Quando i sedimenti sono sepolti o bloccati rispetto alla luce del sole, le radiazioni naturali di fondo provocano l’accumulo di energia in minerali come il quarzo.  Se i grani del minerale non sono esposti alla luce, l’energia si accumula e rappresenta la quantità di tempo trascorsa dalla loro sepoltura. Gli scienziati possono quindi misurare l’energia immagazzinata in laboratorio e determinare con precisione quando gli strati di malta hanno visto la luce del sole per l’ultima volta.

All’inizio di quest’anno sono stati intrapresi ulteriori lavori per restaurare lo storico sito. Giusto in tempo per Pasqua, un team greco ha completato la ristrutturazione dell’edicola. I restauratori hanno tagliato una piccola finestra dalle pareti di marmo del sepolcro per far vedere per la prima volta ai pellegrini la pietra nuda dell’antica grotta sepolcrale.

È stata distrutta l’antiestetica gabbia di ferro costruita intorno al sepolcro dalle autorità britanniche nel 1947 per puntellare le pareti e la fuliggine nera sulla facciata in pietra del sepolcro, creata da decenni di candele accese dai pellegrini. E sono sparite anche le paure sulla stabilità dell’antico sepolcro, che non era stato restaurato da oltre 200 anni.

“Se questo intervento non fosse avvenuto ora, ci sarebbe stato un grossissimo rischio di avere un collasso.Si tratta di una trasformazione completa del monumento”, ha detto Bonnie Burnham del World Monuments Fund. Il fondo ha fornito 1.4 milioni di dollari iniziali per un restauro da 4 milioni di dollari, grazie ad una donazione della vedova del fondatore di Atlantic Records. Anche il re della Giordania Abdullah II e il presidente palestinese Mahmoud Abbas hanno contribuito con 150.000 euro ciascuno, insieme ad altre donazioni di chiesa e private.

La struttura di calcare e marmo si trova al centro della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, una delle chiese più antiche del mondo – una costruzione del dodicesimo secolo costruita sopra i resti del quarto secolo. Il sepolcro necessitava di urgente attenzione dopo anni di esposizione a fattori ambientali come acqua, umidità e fumo da candela.

Tre principali dominazioni cristiane custodiscono gelosamente sezioni separate della chiesa, ma mettono da parte le loro rivalità religiose di lunga data per dare la loro benedizione al restauro. Nel 2015, la polizia israeliana ha chiuso per breve tempo la costruzione dopo che l’Antiquities Authoritiy di Israele l’aveva giudicata non sicura e i lavori sono ripresi nel giugno 2016. Un team di restauratori della National Technical University di Atene ha tolto le lastre di pietra dalla facciata del sepolcro e riparato la muratura interna del sepolcro, iniettandolo con tubi di malta per rinforzarla. Ogni lastra di pietra è stata ripulita dalla fuliggine delle candele e dagli escrementi dei piccioni, e poi riposizionata. Bulloni in titanio sono stati inseriti nella struttura per rinforzarla ed è stato dato un lifting alla cupola dipinta del sepolcro e agli affreschi.

I restauratori hanno fatto anche altre scoperte. Il 26 ottobre il team ha avuto accesso al luogo sacro del sepolcro, la camera funeraria di Gesù, e ha temporaneamente aperto un vecchio strato di marmo che ricopriva la roccia dove si dice che sia stato posto il corpo di Gesù. Al di sotto dello strato di marmo  esterno c’era una lastra di marmo bianca e rosa incisa con una croce, che il team ha fatto risalire al tardo periodo delle Crociate del quattordicesimo secolo.

Sotto questa lastra di marmo c’era una lastra di marmo grigio ancora più antica a proteggere la roccia, e la malta sulla lastra risale al quarto secolo, quando l’imperatore romano Costantino ordinò che fosse costruita la Chiesa del Santo Sepolcro.

Le preoccupazioni per la stabilità della chiesa hanno portato le dominazioni cristiane a riunirsi e Moropoulou spera che questo darà inizio ad una ‘nuova era’ di cooperazione. Spera che le comunità apporteranno alcuni cambiamenti alle antiche usanze all’interno della chiesa – come quella dei pellegrini di spegnere le candele sulla parete in pietra dell’edicola – così che la struttura non venga compromessa. Ora è stato raccolto il denaro per un altro round di restauri – consolidare le tubature di drenaggio e quelle sotterranee – intorno al sepolcro, per stabilizzare le sue fondamenta – così non ci sarà bisogno di restauri per anni. “Questo è un monumento che è stato adorato attraverso i secoli, e lo sarà per sempre”, ha detto Monopoulou.