Terremoto Catania, esperti al lavoro sull’Etna per capire la natura della scossa. Ricalcolate magnitudo e ipocentro [DATI]

Terremoto Etna, l'esperto dell'INGV Alessandro Amato spiega ai microfoni di MeteoWeb i primi indizi sulla natura della scossa e illustra il lavoro del team dell'Osservatorio Etneo per valutare il sisma della notte

Il terremoto che stanotte ha scosso la Sicilia alle 02:34 è stato di magnitudo 4.6 e si è verificato a 5.5km di profondità: i dati ufficiali sono stati ricalcolati dall’INGV, che conferma l’epicentro nel versante sud/occidentale dell’Etna, tra Biancavilla e Santa Maria di Licodia, vicino Catania. Altre sei scosse hanno interessato l’area compresa tra Adrano, Biancavilla e Santa Maria di Licodia, tutte di magnitudo molto minore. I tecnici dell’INGV di Catania – Osservatorio Etneo, sono al lavoro per capire la natura del terremoto: stanno svolgendo dei sopralluoghi in campagna per osservare eventuali deformazioni in superficie, come fratturazioni o altri eventi che solitamente possono essere provocati da sismi di questa entità. I tecnici stanno anche misurando sorgenti, gas e acque che vengono monitorate costantemente per rilevare eventuali variazioni, oltre a studiare i dati delle reti permanenti per capire la dinamica della scossa.

Il meccanismo focale indica come sia stato un terremoto di tipo trascorrente, quindi sembrerebbe una scossa tettonica. Ma tutta la dinamica intorno all’Etna “è abbastanza dominata dal magma profondo, quindi che ci sia un nesso con l’attività del vulcano è abbastanza probabile” spiega a MeteoWeb l’esperto sismologo dell’INGV Alessandro Amato. “Ma sugli effetti che la scossa potrà avere sull’attività del vulcano è troppo presto per sbilanciarsi in previsioni premature. Sappiamo comunque che il vulcano era già in fase di ricarica prima di questa scossa“.