Terremoto, cessato allarme: c’è acqua nel Lago di Pilato [GALLERY]

Allarme rientrato. Il Lago di Pilato, una delle maggiori attrazioni naturalistiche del Parco dei Sibillini, non è stato prosciugato dal Terremoto come si temeva: è infatti presente acqua nell'invaso

Allarme rientrato. Il Lago di Pilato, una delle maggiori attrazioni naturalistiche del Parco dei Sibillini, non è stato prosciugato dal Terremoto come si temeva: è infatti presente acqua nell’invaso. Lo comunica l’Ente Parco, che ha avviato un monitoraggio con l’Ispra, il Collegio delle Guide Alpine delle Marche e i Carabinieri forestali. Rassicurazioni anche sulla presenza del Chirocefalo del Marchesoni, il crostaceo che vive nelle acque del lago. Nelle settimane scorse su Facebook erano apparse foto in cui sembrava che i movimenti del terreno prodotti dalle scosse avessero prosciugato l’invaso. Fortunatamente non è cosi.

“Lo specchio d’acqua c’è – spiega il Parco dei Sibillini – anche se con una quantità di acqua inferiore rispetto alla media del periodo“. Le dimensioni e la portata d’acqua dipendono principalmente dalla distribuzione delle precipitazioni in quanto il lago è alimentato soprattutto dallo scioglimento delle nevi. Sono anche evidenti alcune frane, soprattutto nella parte rocciosa del Pizzo del Diavolo, che richiedono una valutazione più approfondita sul rischio di nuovi crolli.

Alla spedizione hanno preso parte i tecnici dell’Ispra (l’Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale), geologi e idrogeologi, i quali hanno anche fatto rilievi idrogeologici nel bacino del lago servendosi anche di un drone. Con loro c’erano il presidente dell’Ente Parco Oliviero Olivieri, le guide alpine delle Marche, i Cc forestali, che hanno condotto una rilevazione con il Gps. “Oggi è il primo giorno di un lungo lavoro che comporterà l monitoraggio dei sentieri del Parco” ha commentato Olivieri.

Per quanto riguarda il Chirocefalo del Marchesoni, il naturalista del Parco, Alessandro Rossetti ha assicurato che nel breve periodo non ci sono rischi per l’incolumità del crostaceo, visto che le uova “possono resistere per anni anche in assenza di acqua. È però fondamentale il rispetto dell’area per impedire che le uova, nascoste tra la ghiaia ora all’asciutto, vengano accidentalmente distrutte dal calpestio dei frequentatori del bacino”. Pesanti invece i danni fatti dal Terremoto ai sentieri. Nel caso del lago di Pilato o del Vettore ci sono sentieri attualmente percorribili ma meno battuti come Santa Maria in Pantano, Montegallo o Altino. I sentieri classici, ad esempio da Foce, sono chiusi così come quello dell’Infernaccio. I vari enti coinvolti stanno lavorando per ripristinare la loro fruibilità.