Terremoto, il Monte Vettore è “scivolato” di 10 centimetri: grossa deformazione, versante instabile

Terremoto, importante deformazione del suolo sul Monte Vettore: un intero versante è "scivolato" di 10 centimetri

Un versante del monte Vettore, un’area di circa 800 metri per 600, è scivolato di una decina di centimetri. Questo è solo uno degli effetti causati dalla sequenza sismica che sta interessando il reatino, iniziando dal terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle ore 03:36 italiane del 24 agosto che ha ucciso 294 persone. La rilevazione è stata possibile grazie all’analisi dei dati inviati dai sensori (operanti in banda X) della costellazione italiana COSMO-SkyMed, sviluppata dall’ASI in cooperazione con il Ministero della Difesa. In particolare, sfruttando la tecnica dell’Interferometria SAR Differenziale, che è basata sul confronto tra immagini radar acquisite prima del sisma ed immagini successive all’evento, è stato possibile rilevare le deformazioni del suolo con accuratezza centimetrica.  A tal riguardo, è stata generata la mappa di deformazione co-sismica ottenuta dalle immagini radar acquisite dai satelliti COSMO-SkyMed da orbite discendenti il 20 agosto 2016 (pre-evento) ed il 28 agosto (post-evento). “Tali risultati forniscono informazioni sulle deformazioni del suolo con grande dettaglio spaziale, grazie alle elevate risoluzioni del sistema COSMO-SkyMed, e possono quindi essere particolarmente rilevanti per lo studio dei processi geologici e geofisici in atto”, spiega Riccardo Lanari, direttore del CNR-IREA. “Proprio da queste immagini – spiega ancora Lanariemerge l’instabilità del versante ed è stato possibile valutare che la deformazione è stata di 10-15 centimetri. Faremo ulteriori analisi per caratterizzare il processo e capire se era già in atto o se è partito proprio con la scossa più violenta“.

La migliore risoluzione di misura delle deformazioni fornita dai satelliti COSMO-SkyMed consente di individuare effetti localizzati (frane, faglie riattivate) che vengono in continuazione verificati sul campo dalle nostre squadre di emergenza”, prosegue Stefano Salvi, dirigente tecnologo dell’INGV. Oltre al Monte Vettore, l’area dove si evidenziano deformazioni localizzate si estende dalle zone di Tufo e Pescara del Tronto fino a Castelluccio. Gli scivolamenti come quello registrato sul monte Vettore “sono abbassamenti che si verificano normalmente quando c’è un terremoto di magnitudo importante. All’Aquila nella zona di Paglianica c’era stata una deformazione di 25 centimetri – sottolinea Paolo Messina, direttore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria -. Con terremoti di magnitudo 6-7 ci possono essere abbassamenti o innalzamenti di mezzo metro e con terremoti fortissimi, che per fortuna non si verificano in Italia, il mutamento può essere anche di alcuni metri“. Lo studio delle deformazioni del suolo e delle sorgenti sismiche legate agli eventi del 24 agosto è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e viene svolta da un team di ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente, CNR-IREA di Napoli) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), centri di competenza nei settori dell’elaborazione dei dati radar satellitari e della sismologia, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). “Per la frequenza di acquisizione, numero di immagini e risoluzione, COSMO-SkyMed si conferma un asset nazionale di fondamentale importanza, anche per le sinergie europee ed internazionali nella gestione delle emergenze”, conclude Alessandro Coletta dell’ASI, direttore della missione Cosmo-SkyMed.