Terremoto in Messico: 115 persone morte nella capitale, il bilancio delle vittime sale a 245 [GALLERY]

Si continua a scavare tra le macerie in Messico, a seguito del terremoto magnitudo 7.1 che ha investito il Paese il 19 settembre: il sindaco di Città del Messico, Miguel Angel Mancera, ha dichiarato che un totale di 115 persone sono morte nella capitale, e di conseguenza il numero di morti a livello nazionale sale a 245.

In un messaggio alla nazione, il presidente messicano Enrique Peña Nieto, ha elogiato gli sforzi dei soccorritori, che fin’ora hanno consentito di estrarre vive dalle macerie degli edifici crollati a Città del Messico più di 50 persone. “La priorità è ancora salvare vite e fornire assistenza medica a coloro che ne hanno bisogno“, ha detto Peña Nieto, che ha ringraziato per i messaggi di solidarietà ricevuti dai diversi paesi in tutto il mondo. “Il Messico ha risposto integralmente e con solidarietà“, ha poi sottolineato, aggiungendo che il lavoro di risposta al terremoto sarà effettuato in tre fasi: il sostegno alle vittime, il censimento dei danni e la ricostruzione, che comporterà la demolizione di edifici con “danni strutturali irreparabili“.

Corsa contro il tempo per salvare i bimbi sotto le macerie della scuola

E’ corsa contro il tempo per salvare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie, tanta ansia soprattutto per i bambini di una scuola a Città del Messico: è crollata un’intera scuola elementare, la Enrique Rebsamen, travolgendo bambini, maestri e personale che lavorava nell’edificio. Almeno 21 bambini e cinque adulti sono stati estratti morti, ma altri sono ancora dispersi.

Le squadre di soccorso (civili, militari, ma anche volontari) lavorano senza sosta attorno alla scuola, nel silenzio assoluto, cercando di percepire ogni minimo segno di vita.