Terremoto, rischio sismico in Puglia: è vero che il Salento non è a rischio? La storia dice di NO…

Terremoto, il rischio sismico in Puglia e il sisma del 1743 nel Salento

Il Salento, “tacco d’Italia”, è una delle poche zone del nostro Paese che ha un basso valore di pericolosità sismica nella mappa di riferimento per il territorio nazionale (MPSO4 – Ordinanza PCM 3519/2006), nonostante nella storia ci siano stati forti terremoti con gravi danni. In realtà, infatti, il Salento non è affatto immune dai terremoti più forti, anche se è vero che raramente si possono verificare scosse con epicentro nel Salento di magnitudo superiore a 5, quindi distruttivi per il territorio. Ma la vicinanza con faglie ben più pericolose, nel mar Jonio e soprattutto nel Canale di Otranto (e quindi con i dirimpettai Balcani), può determinare pesanti conseguenze per scosse che si verificano a distanza, ma molto forti.

L’evento più importante degli ultimi tempi è stato quello del 26 ottobre 1826 a Manduria, anche se più forte è stato il terremoto del 20 febbraio 1743, noto come il “Terremoto di Nardò”. Complessivamente ci furono quasi 200 morti in tutta la Puglia, ben 150 a Nardò. Altre 100 vittime si contarono sull’isola greca di Lefkada. Alcuni archivi storici parlano persino di uno tsunami sulle coste salentine, fino a Brindisi ma all’epoca i litorali della zona erano paludosi e disabitati quindi non ci sono particolari evidenze.

Quello del 20 febbraio 1743 nel Salento è stato un evento sismico definito “complesso” dagli studiosi, percepito come una sequenza di tre violente scosse, prodotte probabilmente dall’attivazione di diversi segmenti di faglia. Sono state formulate due ipotesi di localizzazione di questo evento: secondo la prima, l’epicentro è riportato a mare, a est di Santa Maria di Leuca, ipotesi avvalorata anche dalla distribuzione dei depositi da tsunami, attribuiti a questo terremoto, lungo le coste adriatiche meridionali del Salento (Torre Sasso e Torre S. Emiliano) fino a Brindisi; per la seconda, come revisionato nel catalogo CFTIMED04, l’epicentro è riportato a terra, tra Nardò e Galatina. In Italia i danni maggiori si sono registrati in Salento, nelle cittadine di Nardò, in provincia di Lecce, e Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi; in Grecia a Levkas e nelle isole Ionie.

L’evento è descritto in alcune centinaia di documenti storici, da cui si evince che furono oltre 86 le località interessate. Lo studio degli effetti prodotti ha permesso di attribuire all’evento una intensità massima di Imax = 9 (per Nardò e per Levkas). Per questo motivo è assolutamente opportuno che anche nel Salento le costruzioni vengano realizzate in ottemperanza a tutte le norme antisismiche.