Unesco dichiara lo yoga patrimonio immateriale dell’umanità

Lo yoga, disciplina nata in India e popolare nel mondo intero, è stato inserito nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità da una commissione sspecializzata dell’Unesco riunita ad Addis Abeba. “La filosofia dietro l’antica pratica dello yoga in India ha influenzato numerosi aspetti della società indiana” ha scritto in un comunicato l’organizzazione Onu per la scienza e la cultura che ha sede a Parigi. Praticato “a tutte le età, senza discriminazione di sesso, classe o religione (…) associa posizioni, meditazione, respirazione controllata, recitazione di parole e altre tecniche mirate a beneficiare l’individuo, ad attenuare i dolori e a consentire di raggiungere uno stato di liberazione” riassume l’Unesco. Il comitato di salvaguardia del patrimonio immateriale dell’umanità, riunito dal 28 novembre al 2 dicembre in Etiopia, ieri ha inserito la rumba cubana e la birra belga nell’elenco creato dieci anni fa, che permette di valorizzare vari tipi di patrimonio vivente (danza, musica, gastronomia, feste o festival). La sua creazione rispecchia un’evoluzione del concetto di patrimonio, per lungo tempo limitato a castelli e dipinti europei, e permette “a Paesi che non si sono espressi in campo architettonico, di promuovere le loro pratiche culturali” ha detto Tim Curtis, segretario della convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio immateriale. Figurare nella lista è motivo di lustro e in qualche caso può aiutare a reperire sostegno finanziario o logistico Unesco in quei Paesi che non riescono a proteggere le loro tradizioni.