Vulcano Kilauea: il confronto con la devastante eruzione del Monte Sant’Elena del 1980 [GALLERY]

Il 18 maggio 1980, sul lato settentrionale del vulcano si è verificato un terremoto che ha innescato la più grande frana della storia documentata e una terribile eruzione vulcanica che ha ucciso 57 persone

Il vulcano Kilauea non accenna a placarsi alle Hawaii. Dal 3 maggio, sono 21 le fessure che si sono aperte nel suolo e che continuano ad emettere lava nelle zone residenziali dell’angolo sudorientale della Grande Isola. Le strutture distrutte sono già 37 e si aggiungono ai danni inflitti al paesaggio e alle infrastrutture. Come se non bastasse, la ritirata del lago di lava nel cratere

Halemaumau fa temere una serie di eruzioni esplosive violente, non appena la lava raggiungerà il livello delle acque sotterranee.

Gli esperti avvisano che eruzioni simili potrebbero scagliare rocce di diverse tonnellate fino ad 800 metri di distanza. Nel frattempo, il cratere continua ad emettere dense nubi di cenere e ha cominciato a scagliare rocce fino a 60 cm di ampiezza.

Le paure per questa serie di eruzioni esplosive, che sembra essere imminente, hanno riportato alla mente di molti la devastante eruzione del Monte Sant’Elena, uno stratovulcano attivo nello Stato di Washington, del 1980. E in molti hanno accostato le probabili eruzioni del vulcano Kilauea a quella del 1980.

In quell’occasione, il Monte Sant’Elena ha eruttato dal suo nuovo cratere per circa 8 ore, formando un’enorme nube, alta 24 km, che ha sparso frammenti vulcanici fino ad 8 km di distanza dal cratere. Ecco in breve cosa è successo il 18 maggio di quell’anno nello Stato di Washington.

Quel giorno, sul lato settentrionale del vulcano si è verificato un terremoto che ha innescato la più grande frana della storia documentata e una terribile eruzione vulcanica che ha ricoperto di cenere decine di stati vicini. L’improvvisa esplosione laterale ha creato onde d’urto e flussi piroclastici in tutto il territorio circostante, annientando le foreste, sciogliendo il ghiaccio e la neve in maniera istantanea e generando grandi frane e alluvioni nell’area.

57 persone hanno perso la vita in quel disastro. Il giorno prima dell’eruzione, il vulcanologo David Johnston si trovava presso il campo Coldwater II, vicino al Monte Sant’Elena. Alle 8:32 della mattina successiva ha inviato un messaggio via radio alla sede centrale dell’USGS: “Vancouver, Vancouver, ci siamo!”. Johnston è una delle 57 vittime e da allora il campo è stato rinominato “Johnston Ridge” in suo onore.

In molti abitanti dello stato di Washington e di quelli vicini sono ancora vivi i ricordi della spaventosa nube di cenere che si avvicinava, del singolare cielo scuro anche di giorno, delle strade deserte, delle scuole chiuse, delle paure per l’inalazione della cenere. Le immagini che trovate nella gallery danno un’idea della portata del disastro di quell’eruzione.

Tornando al presente e alle eruzioni alle Hawaii, i geologi fanno sapere che le probabili eruzioni esplosive del vulcano Kilauea somiglieranno a quella del Monte Sant’Elena del 1980, ma su una scala molto minore. Piuttosto, gli esperti prevedono che le eruzioni saranno simili a quella avvenuta in cima al Kilauea nel 1924, quando le colonne eruttive hanno raggiunto i 6 km di altezza.