A cura di Giovanni Simonelli
Prevedere i terremoti Gli intervalli di ricorrenza sono caratterizzati da autosimilarità a scale differenti
Alvaro Corral, fisico dell’Universitat Autònoma di Barcellona, ha scoperto che gli schemi del tempo di ricorrenza dei terremoti, ovvero gli intervalli di tempo fra due scosse successive, sono caratterizzati da una proprietà (autosimilarità a scale differenti) identica a quella della struttura spaziale dei sistemi fisici quando cambiano fase nei punti critici. Lo studio dimostra che l’intervallo fra due terremoti successivi dipende dal tempo trascorso fra i terremoti precedenti. Anche se il dato dipende dalla statistica, la scoperta potrebbe aiutare a migliorare la stima dei rischi. Esempi di fenomeni critici in natura comprendono il cambiamento di stato dell’acqua o la perdita di magnetismo di un magnete ad alte temperature. In quest’ultimo esempio, il magnete esibisce una proprietà che esiste solo nell’istante in cui cambia stato: quando la temperatura è al di sotto del punto critico, i magneti microscopici che formano i campi magnetici sono ben ordinati e puntano principalmente nella stessa direzione. Quando la temperatura sale, tutto diventa caotico e ogni magnete microscopico punta in una direzione a caso. Quando la temperatura raggiunge il punto critico, i magneti microscopici che puntano nella stessa direzione vengono raggruppati insieme in piccoli cluster. Allargando il campo di osservazione, si vedrà che questi cluster sono a loro volta raggruppati in cluster di cluster, e così via: questa proprietà è chiamata “autosimilarità a scale differenti”. Corral e colleghi hanno scoperto che la proprietà è presente anche negli intervalli di tempo fra i terremoti. Pertanto, calcolando quando si sono verificati i terremoti in una determinata zona all’interno di un lungo periodo di tempo, si osserverà che essi sono raggruppati insieme e che allargando la finestra temporale i gruppi sono a loro volta riuniti in gruppi. “Se esiste una struttura di questo tipo, – spiega Corral – il ruolo delle correlazioni fra i terremoti deve essere molto importante. Pertanto, l’intervallo fra i terremoti deve dipendere dalle scosse precedenti”. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters”
