Parchi e riserve

A cura di Renato Sansone

Parco nazionale del cilento e Vallo di Diano

Un Parco grande, che abbraccia un’ampia area della parte meridionale della Campania, fra costiera e rilievi interni.Un parco coraggioso, che interessa zone storicamente sfavorite, ma dalle enormi ricchezze naturali.Vallate remote, come quelle del Sele e del Calore, fra acque fresche di montagna. Mari e monti dunque; un connubio ideale per un parco nazionale. Qui il Tirreno è ancora azzurro

La costa è quella di Palinuro e Camerota, notissime al turismo estivo, ma anche di punta Licosa, tesoro marino di straordinaria purezza.La montagna è aspra, calcarea, dunque ricca di forme carsiche quali grotte e doline, spesso alla base di alti torrioni simili alle Dolomiti.

Il Vallo di Diano

Nelle comunicazioni verso Sud, il Vallo di Diano, al suo margine orientale, costituì un passaggio più rapido e più agevole rispetto al tortuoso cammino del Vallo della Lucania.Ancora oggi, in questa produttiva piana, bagnata dal Calore e dal Tanagro, ripetutamente sottoposta a bonifica, si radunano le migliori opportunità economiche del mezzogiorno campano.In villaggi come Roscigno Vecchia, da decenni abbandonato, si continuano a celebrare sagre e ricorrenze religiose. Nel 1997 il parco è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Arrivando da Napoli e da Salerno, non appena la strada lascia la costa per inoltrarsi all’interno, dopo Battipaglia, ecco spiccare le vette degli Alburni, le sentinelle del Parco. Mentre il versante N appare dirupato, quello meridionale ha una conformazione più dolce, che lascia spazio ad estese faggete e pascoli.E’il regno dei rapaci notturni, dei picchi, della Beccaccia e del Colombaccio.

Se gli alburni sono la vedetta del Cilento, il Monte Cervati ne è la guarnita roccaforte.Con i suoi 1898 m slm, è la vetta principale del Parco, a lungo ammantata dalle nevi invernali.L’ascensione alla vetta ripaga tutti gli sforzi attraverso una varietà incredibile di Ambienti naturali.

La zona marina del parco costituisce l’attrazione verso il golfo di Salerno. Famose sono Marina di Camerota, Palinuro e Pisciotta. Il capo e la costa sono ovunque perforati da grotte naturalisticamente preziose, nicchie e cave, ma a volte anche ricche di storia come la grotta delle Ossa.

Da ricordare infine, la grotta di Castelcivita, una cavità di quasi 5 km, caratterizzata da un’impressionante alternanza di ambienti, ornate di concrezioni calcaree.