A cura di Giuseppe Cutano

MILANO-Si è conclusa domenica 25 febbraio la fiera internazionale del turismo di Milano, con +11% di visitatori in più rispetto alla BIT 2006.
In grande spolvero le Regioni Italiane con stand da favola da nord a sud come ad esempio Friuli Venezia Giulia e Calabria. Riproduzione di laghetto montano per la Valle d’Aosta, massaggi nello stand Trentino, coro sardo in Sardegna, lezioni e degustazioni sul cioccolato in Umbria…..
Per quanto riguarda gli stand del Mondo, stand ottimi per Grecia e Paesi Arabi(Marocco, Iran, Yemen).
Prima grande novità alla BIT ’07 è stata la presentazione del portale unico del turismo italiano, www.italia.it . Questo portale era atteso ormai da tempo però il suo arrivo è stato accompagnato da grandi polemiche, a causa del costo di 45 milioni di euro. Costa a parte, questo nuovo strumento dovrebbe permette a tutti i turisti di avere un unico riferimento per la vacanza nello stivale.
Uscendo dalla BIT si può comunque avere la sensazione che in Italia il turismo sia perfetto e che la macchina delle vacanze giri al meglio, ma anche se globalmente il quadro è positivo, bisogna però porre l’accento su alcuni limiti al quale è importante porvi rimedio al più presto.
Punto 1: Per prima cosa è l’assenza di un Ministero del Turismo autonomo, cosa al quanto importante, visto che si prevede che fra alcuni anni il turismo sarà la prima industria italiana. Dunque la mancanza in Italia di un organo in grado di gestire e coordinare una delle risorse più importanti del nostro paese si riflette sulla cattiva gestione dell’ “industria” turistica nel nostro paese.
Punto 2: L’Italia con i suoi oltre 8000 comuni offre in ognuno qualcosa di cui ci si possa fregiare del nome “turistico”; quasi ovunque c’è una chiesa antica, un monumento, un parco, un prodotto tipico… ma purtroppo spesso queste ricchezze del patrimonio culturale e ambientale sono poco valorizzate o versano in condizioni pessime. Quindi non ci può fregiare del termine turistico se, come spesso accade, le strutture sono inadeguate all’accoglienza dei turisti, le segnaletiche sono incomplete o assenti, i luoghi non sono accessibili, quello che risulta da tutto ciò è un Italia in realtà nascosta.
Punto 3: L’Italia soffre di una grave malattia, quella del degrado ambientale. Non si può pensare di portare turisti quando ci sono alcune bellissime località che hanno gravissimi problemi di gestione dei rifiuti oppure gravi problemi di inquinamento. Addirittura ci sono problemi ambientali nelle aree protette, le quali dovrebbe essere perfette per antonomasia! Per portare un esempio banale in molte località turistiche i cestini per i rifiuti sono dei miraggi, e se ci sono sono stracolmi.
Punto 4: Assenza di coordinamento e di accorpamento. Anche questo è un grosso problema, poichè manca coordinamento fra aree con le stesse vocazioni turistiche. Ad esempio molte regioni italiane non hanno un portale unico sul turismo, e se lo hanno non è pubblicizzato oppure non è aggiornato. Quindi bisogna inerpicarsi fra centinaia di siti sparsi e/o incompleti senza avere infine un’idea precisa di dove si andrà.
Io credo che bisognerà in futuro rivedere la politica di fondo del turismo, vedendo il turismo stesso come un marchio. La concezione di recarsi in un luogo turistico dovrà divenire come se fosse acquistare un prodotto di marca a cui si è fedeli. Quindi il futuro sarà cercare di dotarsi di un brand per far conoscere il proprio prodotto tramite l’utilizzo di un logo che contraddistingua un area ben precisa. Ad esempio il Trentino ( www.trentino.to ) e l’Alto Adige ( www.suedtirol.info ) lo stanno già facendo da alcuni anni. Dopo il logo, bisognerà pensare bene al target di clientela a cui si vuole puntare e la vocazione dell’Italia non è certo di un turismo di massa, ma di un turismo di nicchia, dove il turista viene “coccolato” e dove l’alta qualità e la cortesia sono i due valori principali. I vantaggi del turismo di eccellenza sono la più agevole gestione, il non congestionamento dell’ambiente, che spesso in alcune località iperaffollate viene sovraccaricato, e una maggiore soddisfazione da parte del cliente. Il turismo di qualità significa anche puntare su i distretti di qualità, ad esempio i distretti enogastronomici, i distretti del benessere, che sono la chiave del nuovo turismo. Inoltre è anche molto importante essere lungimiranti e guardare verso i nuovi mercati e verso nuovi clienti che si stanno affacciando verso il nostro paese in questi ultimi anni (Cina, Russia, India, Paesi Arabi); in questi paesi si dovrà investire molto sulla promozione del nostro prodotto. Infine questa qualità di turismo deve essere anche certificata, ciò significa certificazioni di qualità ambientale dell’Unione Europea (Ecolabel, Emas), che oltre a garantire un efficiente gestione delle strutture garantiscono al cliente un prodotto di qualità e sostenibile per l’ambiente. Purtroppo in Italia solo 28 strutture alberghiere sono certificate Ecolabel, anche se va detto per dovere di cronaca, che siamo il paese in Europa ad avere più strutture certificate. Alla luce di questi punti si può affermare che la strada da percorre è lunga e che bisognerà in futuro lavorare ancora molto.
