a cura di Giovanni Simonelli
Osservando gli “spiritelli” dallo spazio…

Ogni anno, centinaia di persone muoiono o rimangono ferite a causa dei fulmini. Ma non tutti i fulmini si scaricano a terra: esistono particolari tipi di fulmini – detti anche spiritelli o elfi – che salgono velocemente nell’atmosfera fino a raggiungere lo spazio. Oggi gli scienziati europei sperano di poter utilizzare la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per studiare meglio questi spettacolari ma elusivi eventi naturali. Il fulmine ci appare come una scarica di elettricità potente e improvvisa che dal cielo attraversa le nuvole fino a terra con la sua caratteristica forma a zigzag. Questa scarica mortale è in grado di riscaldare l’aria fino a 15000 gradi Celsius, la stessa temperatura della superficie del sole. Sopra le nuvole, il fulmine è colorato (principalmente rosso e blu), e si espande coprendo vaste aree dell’alta atmosfera, talvolta raggiungendo persino il confine più lontano dello spazio. Negli ultimi anni, gli scienziati del Centro Spaziale Nazionale Danese hanno installato telecamere sulla cima di alcune montagne per studiare meglio spiritelli ed elfi. Tuttavia sarebbe molto più semplice se si potessero individuare questi fulmini e studiarne gli effetti sull’atmosfera con l’aiuto di strumenti posizionati nello spazio. Per questo gli esperti danesi stanno cercando di sviluppare un certo numero di strumenti – già noti come Atmosphere-Space Interactions Monitor – da mandare nello spazio sulla ISS. Tali strumenti non solo aiuterebbero gli scienziati a comprendere meglio come si formano i lampi e con quale frequenza si manifestano, ma sarebbero anche utili per rispondere a una importante domanda che ci riguarda tutti: elfi e spiritelli possono sottrarre ozono all’atmosfera e quindi influenzare il nostro clima?