A cura di Peppe Caridi

E proprio Giovanni Pascoli in “Un poeta di lingua morta” nella raccolta “Pensieri e discorsi” del 1914, ricordando il latinista reggino Diego Vitrioli, descriveva così lo Stretto di Messina:
Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni. Ululano ancora le Nereidi obliate in questo mare, e in questo cielo spesso ondeggiano pensili le città morte. Questo è un luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le latine; e qui si fondono formando nella serenità del mattino un immenso bagno di purissimi metalli scintillanti nel liquefarsi, e qui si adagiano rendendo, tra i vapori della sera, imagine di grandi porpore cangianti di tutte le sfumature delle conchiglie. È un luogo sacro questo. Tra Scilla e Messina, in fondo al mare, sotto il cobalto azzurrissimo, sotto i metalli scintillanti dell’aurora, sotto le porpore iridescenti dell’occaso, è appiattata, dicono, la morte; non quella, per dir così, che coglie dalle piante umane ora il fiore ora il frutto, lasciando i rami liberi di fiorire ancora e di fruttare; ma quella che secca le piante stesse; non quella che pota, ma quella che sradica; non quella che lascia dietro sé lacrime, ma quella cui segue l’oblio. Tale potenza nascosta donde s’irradia la rovina e lo stritolio, ha annullato qui tanta storia, tanta bellezza, tanta grandezza. Ma ne è rimasta come l’orma nel cielo, come l’eco nel mare. Qui dove è quasi distrutta la storia, resta la poesia”.
Pascoli aveva vissuto a Messina dal 1898 al 1903, per cinque lunghi anni che lui stesso ha defintio “i cinque anni migliori, più operosi, più lieti, più raccolti, più raggianti di visioni, più sonanti d’armonie della mia vita”.
Scosso dal terremoto del 1908, raccontava con quella cadenza lo Stretto devastato ma immacolato nella sua bellezza naturale.
E, forse, non aveva visto quant’è bello guardarlo dall’alto.
Dall’Aspromonte.
Ecco alcune fotografie scattate proprio da Gambarie al tramonto di ieri, giovedì 4 febbraio 2010.
Aria limpida, colori affascinanti, scenario suggestivo con le Isole Eolie ben visibili nel Tirreno.
