A Maierato la commissione ambiente

Il ministero dell’Ecologia e’ gia’ corso ai ripari, stilando una mappa delle zone abitate realizzate in prossimita’ della costa e dei corsi d’acqua. “In generale, il rischio inondazioni e’ poco elevato per le coste rocciose, ad eccezione degli estuari come Quimper o Morlaix. Per le coste non rocciose, il rischio dipende dalla presenza o no di dighe”, fa notare Nicolas-Gerardi Camphuis, direttore del Centro europeo di prevenzione dei rischi di inondazione Cepri), organizzazione nata nel 2006. Con riferimento invece alle grandi citta’, prosegue, “il 90 per cento sono costruite su un territorio a rischio. A Parigi, l’80 per cento delle aree a rischio inondazioni sono gia’ costruite”. La Francia dispone di molte dighe fluviali o costiere per un totale di 9 mila chilometri, ma alcune di queste avrebbero bisogno di lavori di manutenzione. Un altro modo per tutelare la popolazione da nuove inondazioni e’ l’approvazione dei cosiddetti piani di prevenzione dei rischi (Ppr), nei quali vengono specificate le zone dove e’ vietato costruire. Il problema e’ che lungo la costa, ne sono stati approvati solo 46, mentre sono 71 quelli prescritti. Proseguono intanto le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dal passaggio della tempesta. Vandea e Charente-Maritime le zone maggiormente colpite, con numerosi comuni ancora senza corrente elettrica. Ieri il presidente francese, Nicolas Sarkozy, in visita nelle aree disastrate, ha annunciato lo sblocco di tre milioni di euro per fornire assistenza alle vittime dell’emergenza maltempo.