SHANGHAI, 15 APR – E’ di 617 morti il bilancio – ancora provvisorio – delle vittime del terremoto che ieri mattina alle 7.49 ora locale ha scosso la regione nord occidentale del Qinghai. Oltre novemila i feriti, mentre sarebbero 313 le persone che ancora mancano all’appello, secondo i dati forniti dall’agenzia di stampa Nuova Cina. I media locali informano anche che il primo ministro, Wen Jiabao, e’ arrivato oggi sul luogo della tragedia. Numerose persone sono ancora sepolte sotto le macerie mentre squadre di soccorritori lavorano senza sosta da ieri nella speranza di estrarre qualcuno ancora vivo. E sarebbero almeno 56 gli studenti uccisi nel crollo delle loro scuole, insieme a cinque insegnanti, nella citta’ di Yushu anche se il numero e’ destinato ad aumentare. In particolare, 40 studenti sono ancora intrappolati fra le macerie della loro scuola e hanno poche possibilita’ di sopravvivere. In un altro caso, i soccorritori sono riusciti a salvare 25 studenti della Yushu Vocational School mentre altri 20 restano ancora intrappolati. Sono invece 23 invece gli scolari salvati dalle macerie della scuola primaria n. 3 di Yushu: le autorita’ hanno smentito che nell’istituto fossero rimasti intrappolati 200 allievi. Circa 2000 tra soldati, vigili del fuoco e volontari sono impegnati senza tregua a scavare, usando persino le loro stesse mani. Circa l’85% delle case della citta’ di Gyegu, la piu’ colpita, sono state completamente distrutte dal sisma. Il freddo intanto rende ancora piu’ difficile le operazioni. Le strade che portano all’aeroporto e alla citta’ di Gyegu sono state in parte bloccate da slavine provocate dal terremoto. Dopo la scossa principale di ieri mattina si sono verificate altre 774 scosse di cui la piu’ intensa di magnitudo 6.3. Le squadre di soccorso hanno installato dozzine di tende e alloggi di emergenza per ospitare gli sfollati. ”Occorrono generi di prima necessita’, medicine e cibo soprattutto”, ha detto Song Youlan, vice segretario generale della Federazione caritatevole della provincia del Qinghai. Il presidente Hu Jintao e il premier Wen Jiabao hanno ordinato alle autorita’ locali di fare ogni possibile sforzo per aiutare le popolazioni colpite dal disastro. Anche i monaci tibetani stanno fornendo il loro supporto. In una zona di mercato andata completamente distrutta circa 20 monaci si sono uniti alle squadre di soccorso per cercare di estrarre le persone dalle macerie. ”La vostra partecipazione alle operazioni dimostra pienamente l’amore per la nazione e per la religione”, ha detto loro il vice premier cinese durante un sopralluogo nella regione tibetana di Yushu. (ANSA)
