A cura di Renato Sansone

E’ mattino presto, e l’emozione di tornare nei miei luoghi d’origine è molto alta. Penso già alla montagna e alla natura di quei luoghi, alla flora, alla fauna, e a tutte le persone squisite che è possibile incontrare nel corso del cammino. A Taranto il cielo è poco nuvoloso, ma pian piano procedendo verso la Basilicata, le condizioni sembrano peggiorare, con nubi basse che coprono le prime cime visibili dalla strada statale Sinnica.
Procedendo si passa l’abitato di Valsinni, un paesino davvero grazioso che in altra occasione non mancherò di mostrarvi.
Prima della partenza ho guardato incuriosito i dati della diga di Monte Cotugno, la diga in terra battuta più grande d’Europa. Il volume invasato netto di acqua del bacino risulta essere di 452 milioni di metri cubi circa, pertanto so di trovare un magnifico colpo d’occhio. Effettivamente dopo aver passato due gallerie il bacino si mostra in tutto il suo splendore.
Poco più avanti la svolta per la valle Frida mi conduce a bosco Magnano, a Cropani e a San Severino Lucano. Tra quest’ultime località i luoghi sono davvero un incanto, e tutto ciò che è possibile ascoltare sono i rumori della natura.
Siamo ormai in montagna. Causa nubi basse soltanto ora si comincia ad intravedere della neve sui monti circostanti e la temperatura comincia a farsi frizzante. C’è anche un amico in corsa….Ai 1400 m s.l.m. di Piano Visitone lo scenario comincia ad aprirsi. Il verde dei prati contrasta con il bianco della neve in quota, anche se le nubi basse continuano a coprire parte della Serra del Prete.
Ed eccomi a Piano Ruggio, dove trovo 8.5°C e pioviggine alternata a pioggia debole. Nella conca la neve è presente solo a tracce ma nei luoghi costantemente all’ombra la neve resiste molto bene.
Mentre sono qui sulla spiaggia di Roseto, alla radio trasmettono le informazioni di viabilità sulle maggiori arterie stradali italiane. Dopo aver descritto le condizioni per il Nord ed il centro della penisola, ecco ciò che aspettavo: “Fare attenzione alla nebbia presente sulla A3 Salerno-Reggio tra Campotenese e Morano, dove la visibilità è inferiore ai 50 metri”.
Inevitabilmente il mio pensiero è tornato lassù, a quei meravigliosi luoghi. Da Roseto a Taranto il mio viaggio è stato silenzioso. La mia mente è rimasta li sino a tarda sera, quando l’oscurità mi ha riportato alla vita quotidiana di sempre.
