(ANSA) – BERGEN (NORVEGIA), 30 GIU – Sono i satelliti i migliori ”cacciatori” delle nubi di ceneri prodotte dalle eruzioni vulcaniche, come quella che nell’aprile scorso si e’ sprigionata dal vulcano islandese Eyjafjallajokull ed ha paralizzato il trasporto aereo europeo. Lo dimostrano le simulazioni del progetto Savaa (Support to aviario for volcanic ash avoidance”, finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per offrire un supporto alla gestione del traffico aereo. Capofila e’ la Norvegia per le ricerche sull’aria (Nilu) e l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). ”Finora sull’analisi delle ceneri vulcaniche non c’erano dati uniformi, ne’ prodotti standardizzati, ne’ era possibile fare previsioni accurate”, ha detto il coordinatore del progetto, Fred Prata, del Nilu, presentando i dati nel convegno sull’Osservazione della Terra organizzato dall’Esa in Norvegia, a Bergen. ”E’ possibile – ha aggiunto – utilizzate i dati da satellite per elaborare modelli”. I satelliti riescono inoltre a distinguere le ceneri, pericolose per gli aerei, dalle particelle di ghiaccio e ne misurano la densita’. Uno dei vantaggi che i satelliti possono offrire, ha spiegato Fabrizia Buongiorno dell’Ingv, e’ la copertura omogenea: ”una volta che la nube si e’ diffusa, puo’ concentrarsi in zone diverse e soltanto il satellite e’ in grado di dare misure precise”. Lo sanno bene gli Stati Uniti, che si servono delle misure dei satelliti per riorganizzare le rotte quando si risvegliano i vulcani dell’Alaska. In Europa la situazione e’ molto diversa, le rotte sono molto piu’ numerose e il progetto Savaa, ha detto Buongiorno, ”e’ il primo tentativo di organizzare in Europa un progetto per la sorveglianza delle nubi di ceneri vulcaniche”. Alla conclusione del progetto manca un anno e mezzo e del suo futuro si sta discutendo. Una delle scommesse e’ far dialogare vulcanologi, meteorologi e responsabili della sicurezza aerea.
