New York, 7 giu. (Apcom) – Se anche la falla da cui fuoriesce il petrolio nel Golfo del Messico dovesse essere chiusa entro l’estate, ci vorranno mesi, almeno tutto l’autunno, se non di più, per ripulire le coste e l’oceano da questo danno ecologico. E’ quanto ha affermato in un’intervista alla CBS Thad Allen, ammiraglio della Guardia Costiera e responsabile federale delle operazioni di contenimento. Allen ha detto che è come se il Golfo del Messico si trovasse “sotto assedio. Questa perdita di petrolio sta tenendo tutti in ostaggio, non solo fisicamente ma anche economicamente. Deve essere attaccata su tutti i fronti”. Al momento la calotta applicata due giorni fa da Bp sulla falla riesce a catturare, secondo quanto stimato dalla stessa compagnia petrolifera, circa 10mila barili al giorno nonostante la pressione del greggio non permetta ancora di chiudere tutte e quattro le valvole del dispositivo. Al momento ne è stata chiusa solo una. Inoltre Bp non è ancora in grado di processare tutto il petrolio già raccolto. Ancora non è chiaro con precisione quale sia la quantità di greggio disperso: giorni fa, prima che venisse installato l’imbuto, le autorità federali avevano stimato la fuoriuscita di petrolio tra i 12mila e i 25mila barili al giorno.
