A cura di Peppe Caridi
Tuttavia c’è anche chi, come l’astrofilo Antonino Brosio di Rosarno, più modestamente esercita la sua passione per la ricerca osservando il cielo dal basso e esplorandolo nelle sue profondità con strumenti meno costosi, ma con risultati, alcune volte, altrettanto stupefacenti.
E’ per questo che Antonino Brosio, studente di Architettura all’ Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha ideato e costruito un osservatorio astronomico professionale denominato “Antonino Brosio’s Observatory”, che gli permetterà non solo di osservare ma anche fotografare comete, asteroidi, pianeti, stelle e galassie lontanissime anni luce di distanza dalla Terra. Tuttavia – come ci spiega Antonino – “la funzione principale dell’osservatorio, sarà quella di ricercare e studiare gli esopianeti, ovvero quei pianeti che orbitano intorno ad altre stelle e che magari potrebbero in uno scenario ipoteticamente non molto fantascientifico ospitare forme di vita, perciò la strumentazione deve essere abbastanza sofisticata in modo da raggiungere una precisione altissima, come vuole questo tipo di ricerca”.
Uno dei punti forti dell’osservatorio è l’automatizzazione di tutta la strumentazione che è gestibile tramite internet da qualsiasi parte del mondo, avendo un computer e una rete internet.
Lo strumento principale che si occuperà della ricerca degli esopianeti è un Newton da 30 cm di diametro, che in coppia con una CCD ( una macchina fotografica per astronomia) scandaglierà piccole porzioni di cielo e centinaia di stelle per raccogliere i fotoni provenienti da un possibile ‘transito” di un pianeta extrasolare sul disco della stellare. L’osservatorio è anche dotato di una seconda strumentazione: un telescopio SC da 10 pollici, per l’osservazione e la fotografia in alta risoluzione dei pianeti e di altri corpi minori del Sistema Solare.
Inoltre l’osservatorio ha a corredo anche numerosi filtri per l’osservazione di particolari zone del cosmo e uno spettroscopio per analizzarne la composizione delle stelle in modo da ottenere una sorta di “carta d’identità” degli oggetti osservati, insomma un vero e proprio occhio sull’universo, che permetterà di guardare indietro nello spazio e nel tempo anche di miliardi di anni.
Antonino, quando e perché è nata l’idea di un osservatorio astronomico?
“Sono stato sempre un grande appassionato di astronomia e scienze che riguardano lo spazio, ho sempre osservato il cielo con la curiosità più di uno che vuole scoprire i misteri che circondano l’Universo che di un semplice appassionato del cosmo; Da quando, 8 anni fa, ebbi per la prima volta tra le mani un telescopio, ho sempre avuto il pallino per la ricerca scientifica è un qualcosa che ti coinvolge direttamente in un mondo del tutto sconosciuto in cui più vai avanti e più vuoi sapere tutto, perciò è necessario avere un osservatorio astronomico che mi permette di lavorare nella maniera più precisa possibile”.
Hai fatto tutto da solo?
“Beh l’idea e il progetto sono miei ma tuttavia è giusto precisare che ho la fortuna di avere a fianco amici interessati alle mie attività che mi seguono passo passo e mi aiutano quando ce ne bisogno, tra questi non finirò mai di ringraziare l’amico Dott. Francesco Nucera, per l’aiuto e la stretta collaborazione che ha messo a disposizione per la realizzazione dell’osservatorio”.
Che cos’è un “transito” extrasolare?
“Detto in parole povere si tratta di un pianeta extrasolare che, appunto, transita sul disco della stella e crea così una piccolissima diminuzione della luce che dalla stella arriva a noi, con il telescopio e la strumentazione siamo in grado di misurare questa debole variazione di luce e ottenere così un osservazione di un pianeta extrasolare, c’è da sottolineare che anche se si tratta di un metodo di osservazione indiretto, possiamo non solo confermare l’esistenza del pianeta ma anche calcolare parametri planetari come ad esempio la massa”.
Quanto tempo dedichi a questi studi?
“Mediamente 2 ore al giorno. Fortunatamente si osserva solo di notte e essendo tutto automatizzato perdo solo pochissimo tempo per controllare che tutto il sistema funzioni a dovere, la perdita di tempo maggiore, se così si può definire, si ha nell’analisi dei dati che faccio quasi sempre il giorno successivo compatibilmente con i miei impegni universitari che mi portano via già tanto tempo e poi ce da aggiungere che a me piace anche molto lo sport, in particolare il calcio che pratico più volte a settimana, perciò devo essere bravo a coordinare il tempo a dispozione con tutte le mie attività e gli studi”.
Chiunque potrebbe scoprirsi astronomo?
“Certo che no! Io mi occupo di astronomia ormai da 9 anni e ogni giorno ho sempre qualcosa di nuovo da imparare, questo è un mondo vasto, io lo definisco: un universo dentro un universo d’infinite conoscenze. Per arrivare alle osservazioni che riesco a compiere oggi, ho dovuto faticare non poco e poi questo è una delle passioni più onerosi che esistano, purtroppo le strumentazioni sono molto costose e bisogna sempre autofinanziarsi, e non è mai facile. Per acquisire comunque le giuste conoscenze in questo campo bisogna giorno per giorno impegnarsi molto e avere davvero una gran sete di conoscenza, ho notizie che molti mollano come incontrano le prime difficoltà, e credetemi, di difficoltà e cose poco chiare se ne incontra ogni giorno!”
