Uragani, a 5 anni da Katrina ancora sofferenze

(ANSA) – ROMA, 23 AGO – Sono passati cinque anni dall’uragano piu’ devastante degli Usa, ma la sua eredita’ e’ ancora ben presente soprattutto nelle menti e nella salute dei piu’ fragili fra i colpiti, i bambini, che ancora ne portano i segni. Sono almeno 20mila secondo gli esperti quelli che soffrono di qualche disturbo legato al disastro, e nell’area colpita dal tifone, che si e’ formato sulle Bahamas il 23 agosto del 2005, un bambino ha la stessa probabilita’ di ricevere una diagnosi di raffreddore o di influenza che di qualche problema mentale. I dati, pubblicati dal Journal of Disaster Management and Public Health Preparedness, sono stati ricavati sia dall’esperienza delle cliniche mobili che dai tempi del disastro girano per le zone del Golfo del Messico colpite da Katrina, sia studiando 1000 famiglie evacuate dopo l’impatto dell’uragano. Il 45% dei genitori ha rilevato qualche problema mentale dei figli dopo il disastro, e i problemi emozionali infantili sono cresciuti di 4,5 volte negli ultimi 5 anni. Inoltre meta’ degli sfollati vive ancora in condizioni abitative definite instabili. ‘Molte famiglie hanno ancora bisogno di assistenza per tornare a uno stato di normalita’ – spiega Irwin Redlener della Columbia University – quasi due bambini su tre continuano ad avere problemi mentali o lo stress di una casa precaria. Questi numeri rappresentano almeno 20mila bambini, se non di piu’, il 60% di quelli colpiti dal disastro”. Il bilancio ufficiale della tragica settimana in cui fu attivo Katrina, dissoltosi il 31 agosto dopo aver toccato cinque stati Usa, e’ di 1.800 morti e piu’ di un milione di senza tetto, con danni stimati intorno agli 84 miliardi di dollari, la cifra piu’ alta mai causata da un uragano. Cinque anni dopo un edificio su 4 della citta’ e’ ancora vuoto o danneggiato. L’effetto riscontrato sui bambini ha colpito anche gli adulti, con un aumento del 40% delle malattie come ansia e depressione ma anche di suicidi e comportamenti violenti. ”La lentezza con cui si stanno riprendendo i bambini – afferma ancora l’esperto – e’ un emblema di quanto sta recuperando l’intera regione, che ha ancora bisogno di ripristinare i servizi essenziali, scuola e casa innanzitutto, per le vittime piu’ piccole e le loro famiglie, e di assicurare un’adeguata assistenza psicologica in tutta l’area”.