(ANSA) – ISLAMABAD, 28 AGO – Oltre 270 mila bambini, con diversi gradi di malnutrizione, rischiano di morire di fame o di malattie in Pakistan dove anche oggi le inondazioni hanno causato nuove devastazioni lungo il delta del fiume Indo nella provincia meridionale del Sindh. Mentre l’esercito e centinaia di volontari sono al lavoro per riparare le nuove brecce nelle dighe di contenimento che continuano a cedere sotto la pressione della piena, aumenta la preoccupazione per attacchi terroristici. L’uccisione per mano dei talebani di tre operatori umanitari, tenuta segreta per qualche giorno, e’ stata confermata oggi dalle autorita’ pakistane, secondo le quali i tre erano cristiani e stranieri. Secondo il sito dell’agenzia cristiana Bosnewslife erano americani. I loro corpi sono stati portati a Islamabad da Mingora, nella valle di Swat, la localita’ dove sono stati uccisi e che fino a un anno fa era controllata dai talebani. La loro identita’ non e’ stata resa nota per non seminare il panico. Proprio in seguito al grave episodio, ha spiegato un alto funzionario governativo all’agenzia Fides, si era deciso di lanciare l’allarme per le minacce talebane alle ong. In questo contesto il lavoro dei soccorritori diventa piu’ difficile, ma e’ sempre piu’ fondamentale per la sopravvivenza di milioni di senza tetto e soprattutto dei piu’ vulnerabili, come i bambini. L’Unicef ha lanciato oggi un appello urgente per raccogliere circa 80 milioni di dollari necessari per salvare dalla fame decine di migliaia di bambini che sono scappati con le famiglie dalle citta’ allagate. L’agenzia dell’Onu sostiene che tra i 17 milioni di alluvionati, i piccoli al di sotto dei cinque anni sono oltre due milioni e che almeno il 13% di loro soffre di malnutrizione. In particolare, ”72 mila sono fortemente malnutriti, mentre circa 200 mila hanno una forma moderata di malnutrizione” ha riferito Shahid Mehboob, rappresentante dell’organizzazione. Anche oggi l’epicentro della crisi e’ stato il distretto di Thatta, a est di Karachi, dove un milione di persone hanno lasciato centri urbani e villaggi per la minaccia della piena che ha gonfiato l’Indo a tal punto da farlo diventare 40 volte piu’ largo del normale. L’esercito ha preso il controllo delle citta’ ormai deserte. L’acqua ha anche sommerso alcune arterie stradali rendendo piu’ difficile l’invio di aiuti. Gli elicotteri diventano sempre piu’ determinanti per le operazioni in attesa che le acque si ritireranno una volta che la piena raggiungera’ il mare. A questo scopo, gli Stati Uniti hanno deciso di mettere a disposizione altri 18 elicotteri per le operazioni di distribuzione di viveri e il recupero dei superstiti.
