Atrani: si cerca ancora Francesca, la barista amata da tutti

A cura di redazione Meteoweb

di Patrizia Sessa – L’ultimo post di Francesca, sulla sua bacheca di Facebook, risale a poche ore prima la sua scomparsa: e’ una faccina, triste, di quelle che si disegnano con le parentesi e i due punti.

Chissa’, forse aveva un presagio. O forse e’ solo un caso. Quel che e’ certo e’ che il fango l’ha portata via, in pochi secondi. Le ricerche continuano, la disperazione aumenta.

Ma intanto, ad Atrani, nel suo mare, tra i detriti, Francesca ancora non si trova. Bruna, occhi che sorridono, in quel bar nella piazzetta di Atrani, nel cuore della Costiera amalfitana, dove ora tutto e’ devastato ma dove prima tutto era bianco e il tempo quasi sembrava essersi fermato, lei ci voleva stare davvero. Venticinque anni, Francesca Mansi, di Minori, comune pochi chilometri piu’ in la’, aveva una laurea, in economia del turismo, indirizzo manageriale. Era appena tornata da uno stage in Spagna e il papa’, Raffaele, lo diceva sempre: ’Ma hai una laurea, perche’ devi andare a fare la cameriera al servizio degli altri?’. Ma a lei non importava affatto servire ai tavoli, fare la barista, anche se con una laurea in tasca. L’importante, era guadagnare, essere autonoma, non gravare sulla sua famiglia. La sua presentazione su Facebook e’ racchiusa in questa frase: ’’L’unico vero rischio della vita e’ non voler correre alcun rischio’’. E poi c’e’ il mare nella foto del suo profilo, c’e’ lei che passeggia lungo la riva. Chissa’ forse e’ proprio quel mare di Atrani che potrebbe averla inghiottita. E poi c’e’ un video, di quelli che girano su Youtube, che a lei era piaciuto: parlava di un’onda altissima, la piu’ alta, e di come difendersi. Lei da un’onda piena zeppa di fango, da un fiume in piena, forse non e’ risucita a salvarsi.

Il papa’ prega, in continuazione, ’’mi e’ stata portata via dalla natura, dalla sfortuna, dall’incuria’’, dice. ’’E’ lui che rassicura noi, grazie alla sua fede’’, aggiunge il sindaco di Minori, Andrea Reale. E’ dalla scorsa notte che papa’ Raffaele e’ li’, in quel budello di fango che ormai e’ Atrani.

Lui, impiegato dell’Asl e diacono permanente, al pari, di Francesca, un dolore, molto forte, lo ha gia’ conosciuto. Ha perso la moglie, pochi anni fa, uccisa da un cancro. Ed e’ rimasto lui, e cinque figli. ’’Francesca era l’amalgama della famiglia, era lei che teneva uniti tutti’’, dice don Pasquale Gentile, parroco della chiesa di Santa Trofimena, a Minori. ’’Francesca era amata da tutti. Del resto sorrideva sempre, era dolcissima – racconta don Pasquale – dalla Spagna aveva deciso di tornare a Minori. In attesa di un posto di lavoro, aveva deciso di andare a lavorare in quel bar di Atrani. Il papa’ non voleva, non voleva. Ora preghiamo’’. E a pregare, per Francesca, sono in tanti. Li’, ad Atrani. E altrove, su Facebook. Elena, una sua amica scrive: ’’Francy dove sei? Tutta la Costiera e’ con te’’. Ed ancora, ’’Tutti chiediamo un miracolo’’. Un miracolo, dopo 24 ore, certo e’ ancora possibile. Del resto Francesca, in fondo, ci credeva. La sua citazione preferita? Era questa: ’’Ci sono sempre mille soli dietro le nuvole’’. (ANSA)