Roma, 27 ott. (Apcom) – Onde di tre metri hanno devastato i villaggi costieri dell’arcipelago del Mentawai, al largo dell’isola di Sumatra, raggiunto dallo tsunami provocato, lunedì, da un sisma di 7,7 gradi della scala Richter. “Sono stati spazzati via interi villaggi, il bilancio delle vittime è destinato ad aggravarsi di ora in ora” racconta alla Misna padre Silvano Zulian, un missionario saveriano che vive da 30 anni nelle isole Mentawai. Secondo i dati diffusi oggi dal Centro di Sumatra occidentale per la gestione dei disastri naturali, il muro d`acqua che si è abbattuto sull`arcipelago dell`Indonesia occidentale ha causato almeno 272 vittime e 412 dispersi. Ma sono dati parziali, sottolinea padre Zulian, perché nelle Mentawai le comunicazioni sono quasi del tutto interrotte e le navi cariche di aiuti non sono ancora arrivate. L`isola più colpita è Pagai Sud, la più vicina all`epicentro del sisma che ha causato lo tsunami. Qui padre Zulian ha vissuto molti anni, prima che i saveriani si spostassero più a nord, a Sipora e Siberut. “Si vive soprattutto di pesca – ricorda il missionario – si coltivano le patate e si raccolgono i frutti della foresta”. Per far fronte all`emergenza, il governo ha inviato quattro navi cariche di medicinali e cibo. Per effettuare un sopralluogo aereo e soprattutto coordinare le operazioni di soccorso, oggi il presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha lasciato il vertice dei paesi del Sud-est asiatico (Asean) in corso in Vietnam, per tornare in patria. C`è lo tsunami alle Mantawai, ma anche l`eruzione del vulcano Merapi, che ha già provocato 28 vittime. Tutt`altra zona, visto che si trova sull`isola di Giava, ma sempre lungo l`”anello di fuoco del Pacifico” che abbraccia lo sterminato arcipelago indonesiano. Tra le vittime figura anche l’uomo che per gli indonesiani ha sempre rappresentato lo stesso vulcano, Mbah Marijan, “il custode spirituale” del Merapi, considerata da molti una montagna sacra. Marijan, di circa 80 anni, è stato ritrovato nella sua casa bruciata, a circa quattro chilometri dal cratere. Dalla metà del sedicesimo secolo a oggi sono state registrate 68 eruzioni, di cui alcune devastanti, come quella del 1930, con 1.400 morti, e quella del 1994, con 60 morti. L’ultima eruzione si era verificata nel giugno 2006, quando due persone rimasero uccise.
