Indonesia: si aggrava il bilancio dei disastri

(AGI/REUTERS) – Giacarta, 27 ott. – In Indonesia si aggtravano di pari passo i bilanci delle due tragedie che hanno colpito il Paese. Sono almeno 282 le vittime (e 411 i dispersi) dello tsunami che ha colpito le isole Mentawi, mentre e’ salito a 30 il numero dei morti per l’evacuazione del vulcano Merapi, sull’isola di Java. Il maremoto seguito a un sisma di magnitudo 7,7 ha spazzato via interi villaggi. Le autorita’ indonesiane hanno lanciato un appello per aiuti umanitari nelle zone colpite: “Molti hanno perso le case e ora hanno bisogno di molto aiuto e assistenza”, ha affermato il responsabile della Protezione civile per Sumatra ovest, Harmensyah. La funesta previsione di un missionario saveriano intervistato dalla Misna e’ che il bilancio e’ destinato ad aggravarsi ulteriormente. Secondo padre Silvano Zulian, un missionario saveriano che vive da 30 anni alle Mentawai sono parziali perche’ da lunedi’ le comunicazioni sono quasi del tutto interrotte e le navi cariche di aiuti non sono ancora arrivate. L’isola piu’ colpita e’ Pagai Sud, la piu’ meridionale dell’arcipelago e la piu’ vicina all’epicentro del sisma. Per far fronte all’emergenza il governo ha inviato quattro navi cariche di medicinali e cibo. Fonti ufficiali hanno riferito che gli aiuti cominciano ad arrivare. Un cargo con 16 tonnellate di tende dovrebbe essere il primo a raggiungere Pagai Sud. Per effettuare un sopralluogo aereo e soprattutto coordinare le operazioni di soccorso, oggi il presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha lasciato il vertice dei paesi del Sud-est asiatico (Asean) in corso in Vietnam. C’e’ lo tsunami delle Mantawai ma anche l’eruzione del vulcano Merapi, che ha gia’ provocato 30 vittime. Tutt’altra zona, siamo nell’isola di Giava, ma sempre lungo l'”anello di fuoco del Pacifico” che abbraccia lo sterminato arcipelago indonesiano. Diversi gruppi di persone stanno cercando di tornare a casa nelle vicinanze del vulcano, la cui eruzione ha gia’ causato 30 morti, un centinaio di feriti e 18mila evacuati. Tra le vittime ci sono un bambino di tre mesi e l’anziano considerato la guida spirituale della montagna, Mbah (nonno) Maridjan, 83 anni.