a cura di Renato Sansone

Se parlassimo di un evento sportivo diremmo che Piano Ruggio è passato in svantaggio. In realtà stiamo per commentare i dati di due doline carsiche estremamente interessanti poste però a quote differenti: 1510 metri s.l.m. per Piano Ruggio contro i 1200 metri s.l.m. del Piano Grande di Masistro. Le due doline presentano inoltre orografìe differenti, con teorico vantaggio per la seconda: pareti laterali più dolci, orizzonte orografico più basso, assenza quasi totale di alberi e arbusti, area più estesa, outflow depth più elevata, punto di osservazione più distante dalla parete più vicina.
I due punti di osservazione sono monitorati da strumentazione identica, al fine di uniformare le rilevazioni.
La prima giornata di confronto parte dalle ore 16:00 del giorno 8 Ottobre e termina alle ore 10:00 del giorno successivo.
Nel primo pomeriggio la quota di Piano Ruggio fa la differenza, con 3.4°C in meno. Purtroppo si è trattata di una giornata, e successivamente di una nottata, disturbata dalla nuvolosità. Abbiamo avuto la fortuna di essere presenti al Piano Grande di Masistro alle 19 circa, quando la temperatura era indicata a 9°C con il 92% di umidità relativa mentre un tappeto di nubi basse era presente sulla conca. Questa è la ragione per cui sino alle 21 la temperatura non è crollata vistosamente. Piano Ruggio riusciva a conservare quasi 3°C di differenza nelle ore successive, sfruttando appunto la quota maggiore. Dalle 22 però l’Orsomarso era quasi sgrombro di nubi, a parte qualche velatura innocua, e questo ha permesso a Masistro di crollare in poche ore sino a 0.1°C. Un crollo notevole e costante nonostante l’aria molto umida. Alle 2:40 il datalogger di Piano Ruggio indicava 3.5°C in più, anche se probabilmente l’area era interessata da disturbi nuvolosi più evidenti. Da quel momento in poi è comparsa nuovamente la nuvolosità su Masistro facendo aumentare la “colonnina di mercurio” sino ai 7.5°C delle 10:00. Piano Ruggio ha continuato i suoi normali sbalzi termici, prendendosi la rivincita alle ore 8:20, indicando un valore più basso di ben 4.7°C.
Da queste prime osservazioni è possibile trarre delle primissime indicazioni, che naturalmente potrebbero essere smentite dalle osservazioni future. Sembra infatti che l’area del piano di Masistro, essendo molto vasta e profonda, possa mantenere meglio il lago di aria gelida che si viene a formare nelle notti serene con calma di vento, rendendo quindi meno erodibile lo stesso. I valori infatti appaiono da subito più costanti rispetto agli sbalzi termici improvvisi che caratterizzano la conca di Piano Ruggio, più piccola, e quindi probabilmente più soggetta a perdere il cold air pool in presenza di una breve brezza locale.
Un’altra considerazione da fare può essere in relazione alla posizione della stazione nella vasta conca, unita all’orizzonte orografico molto basso; i dati mattinieri di Masistro sembrano infatti non subire una risalita improvvisa com’è solito avere Piano Ruggio, in ombra sino a molto tempo dopo l’alba.
Piano Grande di Masistro aveva condizioni iniziali molto poco favorevoli con umidità relativa prossima alla saturazione, e nonostante ciò è riuscito a perdere quasi 10°C.
Questo potrebbe essere un ottimo fattore, visto che con aria secca post-irruzione fredda, potrebbe rilevare escursioni termiche decisamente elevate.
Per onor di cronaca dobbiamo dire che Piano Ruggio nella serata successiva ha fatto sul serio, e probabilmente si è preso la sua rivincita. Il dato rilevato dal datalogger infatti, è stato di -7.8°C, valore che batte il “record” assoluto del mese di Ottobre pur essendone la prima decade. Non sappiamo il dato di Masistro, ed è per questo che la sfida comincia a farsi decisamente interessante.
Queste considerazioni potrebbero stravolgersi con le prossime osservazioni. In presenza di notti serene con calma di vento sarà possibile infatti stabilire quale delle due doline presenta un raffreddamento radiativo maggiore. Intanto la prima notte va a favore del Piano Grande di Masistro. Se il buongiorno si vede dal mattino……!
