Clima pazzo, viticoltori Usa bisticciano con meteo

Roma, 19 nov. (Apcom) – Nessuna vendemmia è uguale ad un’altra. Lo sanno bene i viticoltori americani che, a raccolta quasi conclusa, fanno i conti con le bizzarie meteo della scorsa stagione confidando alla “bibbia” degli enologi, la rivista Wine Spectator, le loro perplessità. “L’esplosione di calore ha causato gravi scottature e precoci appassimenti” delle uve esposte, lamenta Celia Welch di Corra and Scarecrow, etichetta che nasce nel cuore della Napa Valley, regione viticola della California centrale. Nere le previsioni di Nichola Morlet, produttore di Cabernet, secondo cui l’80% del raccolto è andato perso. Pessime le premesse anche per i produttori di Santa Barbara. Steve Fennel, enologo della cantina Sanford, specializzata in Pinot nero, paragona la vendemmia 2010 “ad un treno ad alta velocità”. “Ci sembrava non arrivare mai e poi si è fiondata su di noi a 300 chilometri all’ora”, dice. Temperature record, alternate a piogge improvvise hanno messo in fibrillazione i coltivatori. Si fregano le mani, invece, sull’altro lato degli Usa: meno prestigiosi dei “cugini” californiani, i newyorkesi dell’East Long Island hanno beneficiato di un’estate calda e asciutta e si preparano a festeggiare con bianchi e rossi dai sapori equilibrati.