Foto per vivere la natura, amare la meteorologia in vista dell’inverno

A cura di Peppe Caridi

 

La straordinaria e incantevole bellezza della natura. In fondo (ma poi mica tanto), è questo ciò che accomuna tutti i meteo/appassionati del mondo.

Sono persone che amano la natura e tutti i suoi fenomeni, sono giovani e meno giovani che adorano la vita a contatto con la natura più vera e selvaggia.
Sono uomini e donne che si emozionano per un tramonto e un arcobaleno, che vanno in escandescenza per un temporale, che ai tempi della scuola la materia preferita è sempre e comunque la geografia perchè un meteo/appassionato ama paesaggi, luoghi, mari, montagne, campagne, pianure, fiumi, coordinate.
Sì, coordinate. Il meteo/appassionato sa sempre dov’è il nord, dov’è il sud, dov’è l’est e dove l’ovest, ovunque si trovi.

E non è un caso che il numero più alto di meteo/appassionati è in quei luoghi in cui si vive più a stretto contatto con la natura.

L’Italia è un Paese molto agricolo e rurale, in cui gran parte della popolazione vive ancora in modo genuino, semplice, naturale, lontano dalle grosse megalopoli fatte di asfalto e cemento.

Adesso che sta iniziando l’inverno, i meteo/appassionati sono in fermento perchè molti di loro adorano il freddo e la neve che tanto magici sa rendere quei luoghi altrimenti così monotoni, così sempre uguali.

Quell’ambiente ovattato, silenzioso, in cui la natura pare andare in letargo per lasciare spazio a un velo bianco che ricopre e addormenta tutto ciò su cui si posa, è incantevole da vivere e da osservare.

Ma la passione per la meteorologia, quella vera, è quella che non si spegne mai. E’ quella che vive anche in estate, è quella che sa godersi tutte le stagioni, è quella del mondo del cielo e della terra osservati quotidianamente in modo da coglierne tutti i loro segreti, le loro bellezze, i loro colori, le loro forme spesso strane, bizzarre, mai monotone.

Ed ecco perchè queste fotografie. 104 scatti vari, recuperati casualmente qui e lì in questa serata di una domenica di fine novembre con il sapore d’inverno all’orizzonte. 104 scatti d’inverno, certo, ma anche di autunno, di primavera e d’estate, realizzati negli ultimi 5-6 anni nei dintorni dello Stretto di Messina, con un momento di memoria e di ricordo per le 37 vittime dell’alluvione di Giampilieri e Scaletta Zanclea del 1° ottobre 2009.

Indimenticati angeli morti innocenti per colpa della furia della natura. Uccisi dal fango venuto giù dai monti durante un mega-temporale, soffocati nelle loro case o addirittura trascinati in mare.
Ecco, anche quella è natura. Ed è la sua faccia più brutta, cattiva e maldestra. E’ l’orribile risvolto della medaglia, quello che non piace a nessuno.

Quello che fa piangere e riflettere anche i meteo/appassionati, che di solito vivono a caccia dei fenomeni meteo estremi, ma che in determinati momenti quasi se ne vergognano e pensano se sia giusto o meno continuare a farlo ancora.

Fino al prossimo arcobaleno, fino al prossimo tramonto da urlo. Quando il loro cuore tornerà a vibrare per le meraviglie del Pianeta Terra.