In Aspromonte sembra già di essere in pieno inverno: le foto di una serata di fine novembre al freddo e sulla neve
A cura di Peppe Caridi

Tra martedì 23 e giovedì 25 novembre, le condizioni del tempo sono state estremamente variabili e fredde in tutta l’Italia, come se fossimo già in pieno inverno. Anche al sud, anche sull’Appennino, con nevicate a quote decisamente basse per il periodo sia al centro che al sud.
In Aspromonte la neve s’è vista a partire dai 1.300 metri durante le precipitazioni più intense, seppur in modo rapido e sporadico. Per trovare accumuli più consistenti bisogna superare i 1.500 metri.
Con due amici meteo/appassionati, nel pomeriggio di giovedì 25 abbiamo deciso di abbandonare lo smog e la frenesia della Città per andare a trovare la neve Aspromontana. E dai 1.500 metri in sù abbiamo trovato uno scenario decisamente invernale, con temperature sottozero, notevole effetto di wind-chill e neve compatta al suolo.
Siamo arrivati fino ai 1.700 metri di quota, dove la neve (circa 20cm) e il ghiaccio presenti sulla strada ci hanno impedito di proseguire.
Abbiamo fatto un giretto anche all’ex base Nato di Monte Nardello, dove abbiamo trovato una situazione di degrado assoluto ancor peggiore rispetto a quella degli anni precedenti. Le costruzioni sono state tutte abbattute: dalle foto si vedono bene le macerie sotto la neve. Tutto ciò che c’era dentro, le vecchie e abbandonate attrezzature, sono sparite.
L’area della base versa in condizioni davvero vergognose, a ormai quasi 15 anni dall’addio degli americani.
Ed è un degrado colposo, uno stato d’abbandono assolutamente colposo a causa del menefreghismo e dell’ottusità di tutte le Amministrazioni dei vari Enti Locali (Ente Parco, Provincia, Comuni, Regione, Comunità Montane) che si sono susseguite in questi lunghi anni, senza mai portare avanti un progetto concreto per rivalutare un’area così importante e strategica.
Scendendo di quota, ci fermiamo dove appaiono le ultime tracce di neve, intorno ai 1.450 metri di altitudine: qui l’autunno si incontra con l’inverno, qui avviene il passaggio di testimone tra le due stagioni.
In serata arriviamo a Gambarie, dove al Miramonti del buon Andrea Perri ci rifocilliamo con una bella cioccolata calda.
Dulcis in fundo, non poteva mancare uno sguardo verso lo Stretto. Sulla strada del ritorno incrociamo questo panorama che non possiamo non immortalare. In primo piano i vari Paesini Aspromontani che affacciano sulla Vallata del Gallico (Cerasi sulla sinistra, Sant’Alessio quello nel centro, il più luminoso. Più a valle si intravedono Santo Stefano e Podargoni) e poi, oltre il mare, la luminosissima Messina con i suoi Peloritani su cui svetta la cima di Antennamare (1.127 metri di quota). E poi, nel Tirreno, si nota bene anche il promontorio di Milazzo, anch’esso illuminato.
Il tutto sotto nubi cupe e minacciose: uno spettacolo affascinante e meraviglioso.
Ed ora siamo tornati qui, in Città. Quell’aria così fresca e pulita, così frizzante e limpida, già ci manca tantissimo. Ci mancano quei suoni e quei rumori soavi, ci manca quel silenzio scosso dagli ululati del vento tra i rami degli alberi, ci manca la vista di una miriade di stelle nel cielo grazie all’assenza di inquinamento luminoso.
Ci manca così tanto che lassù ci torneremo presto, ovviamente con la consueta attrezzatura fotografica.
E’ una promessa.
